Casa Castellana in via Balbi Porta


Progetto di recupero e restauro conservativo di un’abitazione privata sita in Alice Bel Colle via Balbi Porta N.38 denominata casa castellana

Lo stato di conservazione della pavimentazione del piano nobile

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Il salone dipinto del piano nobile ha una pavimentazione in marmette ancora buono stato di conservazione. In questa prima fase di recupero dell’edificio è intenzione della Committenza predisporre l’impianto di riscaldamento: la tipologia scelta è quella a pavimento sia per ragioni di risparmio energetico (in considerazione dell’altezza interna del locale) che per garantire una migliore conservazione delle pitture murali dopo il restauro, evitando l’eventuale produzione di polveri o depositi compatti riconducibili ai sistemi di riscaldamento più tradizionali (radiatori o termoconvettori ad aria calda). La fattibilità di questo intervento sarà naturalmente valutata in corso d’opera, provvedendo alla preliminare rimozione di un porzione di pavimentazione (circa 5 mq) per verificare gli spessori esistenti e la possibilità di procedere alla rimozione e successiva ricollocazione delle marmette senza eccessive distruzioni.


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La pavimentazione del salone corrisponde ad una tipologia piuttosto comune nell’edilizia storica piemontese, frequentemente adottata in presenza di vani non perfettamente regolari laddove il sistema visivo di fasce e guide permetteva di riportare otticamente l’ambiente alle proporzioni ideali. Anche in presenza di minime imperfezioni si creava, a prescindere dalle giaciture dei muri, un perimetro esattamente regolare all’interno del quale si andavano a posare con precisione gli elementi del campo centrale, mentre le zone esterne venivano riempite con elementi anche di dimensione variabile, tagliati sul posto (fig.31).

fig. 31: Schema di posa del pavimento

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La realizzazione di una pavimentazione di questo tipo partiva anzitutto da una “guida” generalmente posta nella zona più lontana all’accesso a cui veniva allineata la prima fila di marmette del campo centrale (fig.32). Da questa, dopo avere teso i fili a squadro, avanzava la posa del campo centrale secondo la direttrice ortogonale alla guida di inizio mentre le marmette più esterne venivano adattate allo spazio residuo mediante operazioni di taglio a piè d’opera. Molto spesso in corrispondenza degli sguinci delle finestre si creavano delle soglie a motivi vari (losanghe, stelle, triangoli composti, ottagoni)


fig. 33: Schema di posa della pavimentazione del salone

venendo a creare una sorta di corrispondenza tra l’architettura in pianta e quella in alzato (come nel caso della pavimentazione in oggetto).

Nello schema grafico qui inserito è stato illustrato l’ipotetico sistema di posa adottato per la realizzazione della pavimentazione del salone che potrebbe rivelarsi utile in fase di “smontaggio e montaggio” della stessa .

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