Il Mobile nella cultura

Il Modernariato

Scopri il modernariato: materiali, colori, forme e icone del design tra anni ’50 e ’80. Una guida completa per riconoscere e valorizzare arredi d’epoca.

Fonte: AntiquariaToo

Cos’è il Modernariato

Focus: Introduzione al concetto di modernariato come design del XX secolo. Viene spiegato il suo ruolo di ponte tra passato e presente, tra fascino vintage e nuove esigenze funzionali.

Il modernariato è il design del XX secolo. Si inserisce nel periodo compreso tra gli anni ’30 e gli anni ’80, con focus particolare tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e gli anni ’60.

Il cuore del Modernariato è negli anni ’50. Il modernariato si trova a metà strada tra passato e presente. Infatti, incarna il fascino d’altri tempi abbinato ad uno spirito più contemporaneo. È così che il design del modernariato, sfiorando il vintage (risalente ad almeno 25 anni fa), mantiene il retrogusto del passato; questo si combina però con nuovi gusti estetici, nuovi materiali e tecniche di produzione, nuove esigenze. Ciò in quanto un elemento d’arredamento non è solo un oggetto, ma incarna novità e significati caratteristici dell’epoca di riferimento.

Caratteristiche generali del Modernariato

Focus: Il modernariato si distingue per funzionalità, praticità, linee semplici, colori più vivi e un equilibrio tra produzione artigianale e industriale. L’oggetto d’arredo diventa espressione del contesto storico e culturale.

Quindi, rispetto alla produzione esclusivamente artigianale, si fa strada una fattura che può essere tanto manuale quanto industriale. Rispetto alla sola estetica, divengono centrali la funzionalità e la praticità; i colori sono più vivi; lo stile si fa più lineare e semplice. Tutto ciò è reso dal design di mobili, lampadari, librerie, sedie, scrivanie, poltrone. Ma il modernariato, come ogni corrente artistica, attraversa diverse fasi con alcune differenze negli anni. Tant’è vero che negli anni ’50 tende a prevalere l’arredamento in legno, mantenendo in qualche modo un collegamento con l’antiquariato che lo precede. Gli anni ’60 vedono invece la comparsa della plastica, che viene abbinata a colori sempre più accesi, e che marca un cambiamento più netto.

Materiali distintivi

Focus: Legno, pelle, cotone e lino sono i materiali più usati nelle prime fasi; con il tempo si aggiungono compensato sagomato, plastica e metallo. Ogni materiale diventa segno del proprio decennio.

Negli anni ’70 vengono impiegati diversi materiali; di rilievo è il gioco di colori, che viene ancor più approfondito nel decennio seguente. In generale, i materiali più usati nel modernariato sono: soprattutto il legno, poi pelle, cotone e lino; avvicinandosi ai tempi attuali si aggiungono: compensato sagomato, plastica, metallo. Dunque, i materiali vengono diversamente prediletti nel tempo e divengono distintivi; allo stesso modo il cromatismo.

Il ruolo del colore

Focus: I colori neutri dominano mobili e librerie, mentre quelli accesi (rosso, blu, giallo, arancione) caratterizzano oggetti più piccoli come vasi e quadri. Centrale il contrasto cromatico tra sfondo neutro ed elementi vivaci.

L’uso di colori è centrale e caratteristico, nonché impiegato in modo diverso. In generale, qui una differenza è rinvenibile nel tipo di oggetto d’arredamento. Mobili, librerie e scrivanie vengono realizzati in colori più neutri come il marrone, il grigio e l’avorio; ciò non toglie la possibilità di trovare colori accesi. La tendenza però è di dedicare questi ultimi ad oggetti più piccoli come vasi e quadri. Questi prendono spesso tinte di colori primari: rosso, blu, giallo, arancione. L’intento è di attirare l’attenzione sull’oggettistica creando contrasto col mobilio più grande. Il gioco cromatico è sempre rilevante nel modernariato. Spesso viene reso nella scelta di uno sfondo neutro accostato a qualche elemento messo in risalto da tonalità forti.

Forme e geometrie

Focus: Il design alterna linee squadrate e morbide, forme spezzate e arrotondate. Negli anni ’50-’60 prevale l’essenzialità; negli anni ’80 torna l’estro. Il gioco di contrasti diventa cifra stilistica.

Come nel caso di tavolo, librerie e mobili in legno; frigo, lampada, poltrone o sedie in colori accesi. Questi elementi, in tal modo, fanno emergere tutta la loro personalità, risultando ancora più evidenti e vivaci. Accanto a queste particolarità caratteristiche del modernariato, vi è anche quella della forma. Il design del mobilio si fa lineare; l’arredamento si veste di linee pulite e decise. Il suo aspetto tende ad alternare forme squadrate ad altre più morbide, quelle spezzate a quelle arrotondate. Si presenta così un nuovo gioco: di contrasti e geometrie. Anche quest’aspetto del design varia di decennio in decennio. Infatti, se tra gli anni 50 e 60 si prediligono forme più essenziali, negli anni 80 torna di moda uno stile più eccentrico, con un estro più spinto.

Perché il Modernariato piace ancora oggi

Focus: Offre possibilità creative: total look d’epoca o mix con moderno. Ha valore aggiunto perché racconta un passato affascinante e spesso include pezzi fuori produzione o rari.

Modernariato o vintage, si tratta di generi d’arredamento molto richiesti per diversi motivi. Uno di questi è che offrono più possibilità interessanti: un total look al sapore d’altri tempi o un mix con uno stile più moderno. Sono elementi d’arredo con un valore aggiunto. Infatti, raccontano di un passato capace di incrementare il loro fascino. Inoltre, spesso sono fuori produzione o difficili da trovare. Tra i più richiesti per tali motivi, soprattutto dai collezionisti: radio d’epoca, tavolini bassi, porta televisori, elettrodomestici e lampade.

Oggetti iconici del Modernariato

Focus: Alcuni oggetti, più di altri si sono affermati come oggetti iconici di questo stile

Ci sono poi elementi tanto famosi e caratteristici da diventare vere e proprie icone.

È il caso delle sedie Standard SP progettate da Jean Prouvé del 1934, caratterizzate dalle gambe posteriori rinforzate che si allargano fino allo schienale per poi restringersi verso l’alto. La versione classica si presenta con sedile e schienale in legno e gambe in metallo.

Iconica anche la P40 progettata da Osvaldo Borsani per Tecno nel 1955. Si tratta di una poltrona con elementi mobili, pensata per essere regolabile. Con sedile, schienale e braccioli inclinabili, favorisce l’assunzione di molte posizioni del corpo.
Il materiale prevalentemente usato è l’acciaio, mentre l’imbottitura è rivestita di tessuto o pelle.

Un’altra imperdibile icona di design è l’appendiabiti Cactus di Guido Drocco e Franco Mello, del 1972. Una rivoluzione dell’ambiente domestico, prodotta originariamente in verde smeraldo, per poi essere reinterpretata in diversi colori e stili.

Famosa icona di modernariato è anche la poltrona Egg di Arne Jacobsen, del 1958. Imbottita e girevole, si distingue per le sue curve accoglienti. L’alto schienale si arrotonda creando una forma a uovo che accoglie chi si siede.

Il modernariato e il vintage, con le loro linee e colori, con il loro passato, rimangono sempre attuali.

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