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| I Mobili Laccati |
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| Il Mobile - Tecniche decorative | |||||||||||||
| Scritto da Piero Pinto | |||||||||||||
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Fonte: "Il mobile italiano dal XV al XIX secolo" di Piero Pinto. Collana di arti decorative diretta da Guido Gregorietti. Istitito Geografico de Agostini SpA - Novara 1962
I primi a portarla nel continente europeo furono i Portoghesi e gli Olandesi, mercanti e colonizzatori di quelle regioni. Essi ne avevano ottenuto notizie da missionari cattolici che ne esaltavano e ne decantavano la qualità e la perfezione tecnica. Ben presto l'uso di mobili ed oggetti laccati divenne talmente generale che si sentì la necessità, nei maggiori centri culturali ed artistici, di fare indagini allo scopo di ottenere i risultati della tecnica orientale, onde poter creare gli stessi oggetti in Europa e così avvantaggiarsi sul prezzo di acquisto.
La lacca Cinese
Era inoltre tradizione che le ultime operazioni venissero eseguite lontano dalla terra nel mezzo di un vasto specchio d'acqua, dove il laccatore si faceva, a tal scopo, trasportare. L'effetto finale è noto: la superficie risultava molto liscia, durissima e molto brillante.
La lacca italiana
In Italia, il legno preferito dai laccatori è il cirmolo che ha la caratteristica di essere leggero, dolce e si presta docilmente a tutti gli adattamenti stilistici del periodo. Il legno era lasciato ben stagionare e si tagliava in solide strisce curvate che sovrapposte creavano il fusto del mobile, destinato in seguito ad essere mandato dal laccatore per la decorazione. Le superfici da decoraredove eventuali aperture e fessure si fossero prodotte, a causa degli sbalzi di temperatura o per altri motivi, venivano ricoperte da una striscia di tela incollata. Il fusto del mobile veniva in seguito ripassato tutto con uno strato di colla in modo che il legno potesse assorbirla chiudendone i pori; successivamente venivano dati vari strati di gesso e colla fino a raggiungere una superficie omogenea che veniva lisciata con carta vetro molto fine.
Nel primo periodo quando fu iniziata l'imitazione del mobile laccato importato dall'Orient, i mobili laccati prodotti in Ita<lia, come quelli creati negli altri paesi, rimangono strettamente legati ai modelle e cioè fondi neri o rosse con figure dorate, liscie o in rilievo, rafiguranti scene dette " a cineseria". Superata questa prima fase di imitazionedei modelli orientali, glia rtigiani laccatori acquistarono libertà d'invenzione e di interpretazione e ricopririno le superfici con fiori, tralci, uccelli, scene tratte fdalla vita mondana, paesaggi ecc. Il mobile laccato è privilegio delle classi benestanti e a Venezia i grandi pittori dell'epoca - Guardi, Tiepolo, Zuccarelli e Zais - ricevettero commissioni per decorare appartamenti ed in conseguenza creare cartoni per la laccatura dei mobili.
La "Lacca Povera"
Accanto a questo fiorire della laccatura, nel Settecento cominciò a prosperare l'imitazione stessa di questa tecnica: ossia la cosiddetta "arte povera" che era destinata alla produzione per le classi meno ricche o per mobili da collocare nelle case di campagna. L'arte povera consisteva nel ritagliare delle incisioni (a volte eseguite appositamente ) che raffiguravano i soggetti preferiti dell'epoca. Una volta ritagliate, erano incollate su un fondo di colore, poi venivano colorate e sul tutto era dato una vernice trasparente o di fissativo. Le piacevoli e minute composizioni davano al mobile un'apprezzabile aspetto festoso. E' proprio questa continua ricerca di variazioni coloristiche delle decorazioni dei mobili laccati che attrae maggiormente e nelle quali ritroviamo l'innato senso pittorico dell'ambiente. In quelli liguri il leggero motivo grigliuato spicca sullo sfondo chiarissimo e in quelli piemontesi la decorazione intagliata ed il colore sono un tutt'uno e parte inscindibile delle fragili forme del mobile. La tecnica della laccatura, oltre che nei centri menzionati, ebbe anche molto succersso anche nelle altre regioni d'Italia, tanto da costituire una caratteristica nazionale. In Toscana a Roma a Napolied in Sicilia i mobili laccati ebbero fortuna e furono largamente prodotti con felici risultati.
Alcuni esemplariSpariti completamente i riferimenti all'architettura eccoci all'orgiastico traguardo delle curve, delle pance, degli sgusci, dei riccioli ed a quello non meno gaio del colore. Le leggi della statica sono messe a dura prova dalle esili gambe che sembrano dover cedere sotto il peso dei corpi rigonfi dei cassettoni.
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