Storia del mobile

Lo stile Restaurazione e il regno di Luigi XVIII

Scopri lo stile Restaurazione sotto Luigi XVIII: storia, evoluzione del mobile ottocentesco e caratteristiche degli arredi Carlo X.

Fonte: Parino – Mercato antiquariale

Luigi XVIII nacque a Versailles nel 1755, fratello minore di Luigi XVI rimase nella posizione di erede presuntivo al trono fino alla sua capitolazione. Assunse il titolo di re nel 1795, e fu instancabile nel rivendicare il trono di Francia, divenendo avversario dell’Imperatore Napoleone Bonaparte.

Ritratto di Luigi XVIII – Robert Lefevre, 1822
Ritratto di Luigi XVIII – Robert Lefevre, 1822

Luigi XVIII era intelligente e amante della cultura, abbracciava l’illuminismo e si nutriva delle idee di Voltaire e degli Enciclopedisti. Allo scoppio della Rivoluzione francese fu un oppositore della corte reale e sostenitore delle correnti avverse.

Gli alleati occuparono Parigi nel 1814 e promossero la Restaurazione dei Borboni, permettendo a Luigi XVIII di salire al trono. Luigi XVIII aveva un aspetto fisico goffo, un corpo traballante e obeso, che contrastava con la sua brillante intelligenza e il senso di dignità. Seppe risolvere i disordini della Francia appena uscita dalla guerra, con saggezza e abilità: la sua direttiva era di instaurare un regime che riportasse la Francia alla grandezza internazionale attraverso una politica di moderazione e pacificazione.

Il popolo francese, grazie al risorgente benessere e al passare degli anni, dimenticò i danni dell’impero e ne ricordò solo lo splendore; così trasformò la monarchia nell’emblema della sconfitta e dell’invasione straniera. Luigi XVIII morì ghigliottinato nel 1824, dopo 9 anni di regno, ma consapevole di aver risollevato la Francia dalla grave crisi economica e di averle restituito il suo ruolo di potenza internazionale.

L’evoluzione del mobile nell’Ottocento

Il mobile nell’Ottocento conosce una varietà di stili e di movimenti che non ha precedenti: si afferma all’inizio del secolo lo Stile Impero (1804-1815), verrà superato dallo stile Restaurazione (1815-1830) e dal Carlo X (1824-1830), a metà del secolo si svilupperanno gli stili Biedermeier e Luigi Filippo (1830-1848); nell’Ottocento prenderà vita la moda dei revival e così vi sarà un ritorno al passato con il neo-gotico e il neo-rinascimentale (1850-1870), per giungere infine all’Ecclettismo (1870-1890) e all’Esotismo (1880-1890) che caratterizzeranno gli ultimi decenni del secolo.

L’arrivo di Luigi XVIII a Calais – Edward Bird
L’arrivo di Luigi XVIII a Calais – Edward Bird

Un secolo ricco di idee e spunti, in cui nuove tendenze stilistiche nascono tra rivoluzioni, imperi, dissestamenti politici e regni monarchici. La Rivoluzione Francese (1789) e soprattutto l’avvento dell’Impero Napoleonico (1804) fecero da sfondo allo sviluppo dello Stile Impero, caratterizzato da una produzione di mobili ed oggetti volta a riflettere la grandiosità della potenza francese in epoca Napoleonica.
Si affermava al contempo un nuovo ceto sociale, la borghesia, che commissionava mobili in stile Impero per ostentare il proprio prestigio sociale recentemente acquistato: i mobili di questo periodo sono scuri, massicci e squadrati, con superfici lisce e decorazioni in bronzo dorato di richiamo nobiliare o regale.

Con la caduta dell’Impero di Napoleone (1814), la Francia restaurò la monarchia e gli artisti delinearono uno stile nuovo che caratterizzò l’arte sotto i regni di Luigi XVIII (1814-1824) e di Carlo X (1824-1830), oggi noto come stile Restaurazione. Molti studiosi chiamano questo stile anche ‘Carlo X’, perché sotto il suo regno assunse caratteristiche più marcate.


Inizialmente lo stile dell’arredo non si differenziava molto dal precedente e si caratterizzava con forme lineari e classicheggianti; ma nel giro di qualche anno sviluppò elementi differenti a seconda delle regioni, e il mobilio assunse nuovi e particolari aspetti: legni chiari, forme arrotondate e decorazioni stilizzate rievocative dell’antichità.

Lo stile Restaurazione: l’arredamento sotto il regno di Luigi XVIII

La ricchezza di stili e tendenze che si delineava nel XIX secolo non dipendeva solo dai cambiamenti politici e culturali in atto, ma anche dal sorgere di un nuovo modo di concepire l’artigianato – e di conseguenza anche la produzione di mobilia.
Nell’Ottocento nacquero le prime officine e le prime fabbriche di mobili, che sostituirono le vecchie botteghe artigiane in cui il maestro insegnava il mestiere agli apprendisti; il lavoro divenne suddiviso in più fasi gestite da professionisti e la produzione diventò di massa. Si crearono figure specializzate, c’era chi si occupava della progettazione, chi dell’intaglio, chi di curvare il legno a vapore, chi della commercializzazione.

Comò catalano intarsiato in stile Carlo X
Comò catalano intarsiato in stile Carlo X

I primi decenni dell’Ottocento non sono prosperosi per la produzione dell’arredamento: la Francia usciva impoverita dalla rivoluzione e dalle guerre napoleoniche, anche la famiglia reale si trovava con le finanze depauperate ed evitò di commissionare nuovi pezzi d’arredamento, pratica che aveva sempre favorito lo sviluppo di nuove tendenze e correnti artistiche. Per secoli la corte sostenne arte e artigianato come mecenate, ma durante il regno di Luigi XVIII rinnovò soltanto la sala del trono al Palazzo delle Tuileries; il successore Carlo X si limitò invece a commissionare un letto da parata e cinque consoles.

Fu invece l’emergente borghesia a prendere il posto della nobiltà, trovandosi più abbiente ed entusiasta dei cambiamenti in atto. Accogliendo ogni novità con interesse, si fece prima cliente di sarti, ebanisti, intagliatori e arredatori.
Dopo un lungo periodo di guerre, la Francia accoglieva con entusiasmo la nuova moda dalle linee più gentili, colori chiari e decorazioni semplici. L’ascesa della borghesia ebbe un ruolo chiave nella determinazione del nuovo stile, dato che divenne la principale acquirente degli arredi, sostituendosi alla nobiltà. Le famiglie borghesi avevano abitazioni ed esigenze molto diverse da quelle dell’aristocrazia, e ciò andò a caratterizzare il nuovo stile che si stava delineando.

I caratteri distintivi degli arredi in stile Luigi XVIII

L’abitazione ottocentesca

L’abitazione dell’Ottocento vede dei cambiamenti rispetto al secolo precedente. Dopo i disordini delle guerre, tra il popolo maturava la voglia di ordine sociale e intimità domestica. Il ritorno a un’intensa vita familiare influenzò la conformazione della casa: nel Settecento le famiglie suddividevano gli spazi tra ambienti pubblici e privati e definivano nuove forme per cucina e salotto, mentre nell’Ottocento posero la camera da letto al centro dell’attenzione. Gli ambienti in generale divennero più piccoli e raccolti, la camera da letto cominciò ad assumere la conformazione attuale, dotandosi di letto e comodini in coppia, cassettone, armadio, toilette e specchiera.

I mobili in stile Luigi XVIII

Gli arredi prodotti nel primo decennio del XIX secolo si identificano con lo stile Impero: forme dritte e massicce, dall’aspetto imponente e solenne. Si usano legni scuri senza intarsi o cornici, su cui applicare decorazioni in bronzo dal forte richiamo a Napoleone e alla grandezza francese: aquila imperiale, palmette, festoni, N napoleonica, ma anche sfingi egizie, lire e corone d’alloro.

Sotto Luigi XVIII gli artigiani abbandonano ogni riferimento all’impero e adottano uno stile più gentile e confortevole. Pur partendo dai modelli dello stile Impero, costruiscono mobili che perdono la maestosità originaria e diventano più leggeri e arrotondati.

Credenza gran servizio in stile Carlo X
Credenza gran servizio in stile Carlo X

Si usano legni chiari, olmo, acero, sicomoro e noce; le venature naturali del legno vengono sfruttate per creare decorazioni omogenee su tutta la superficie. Vengono aggiunti elementi intarsiati come cerchi, ovali, raggi, viticci e motivi floreali, cornucopie stilizzate, strumenti musicali e serpenti che si mordono la coda. Gli intarsi sono solitamente in legno scuro, ebano, mogano e palissandro, per comporre un gioco cromatico tra gli elementi.

Le linee vengono semplificate, sono sempre geometriche ma leggermente smussate e spesso contengono elementi sferici. Le linee curve si trovano soprattutto negli schienali delle sedie. Spesso le superfici frontali vengono curvate e i fianchi restano dritti.

Dallo stile precedente si ereditano le gambe a sciabola per sedie e poltrone; i sostegni a lira, a collo di cigno o a zampa di leone.

Il mobile più diffuso è il cassettone, che perde gli ornamenti in bronzo ma mantiene serrature e maniglie in bronzo dorato. È tipicamente bombato sulla parte frontale e dritto sui fianchi, il cassetto superiore è a forma di S rovesciata.

Specchiera spagnola in stile Carlo X della prima metà del XIX secolo
Specchiera spagnola in stile Carlo X della prima metà del XIX secolo

I tavoli sono leggeri e in vari modelli, hanno le gambe a treppiede, a botte, a lira, a S o a zampa di leone.

Secrétaire e scrivanie sono lineari nella struttura, abbandonano le colonne dello stile impero e possono avere degli intarsi sui piani o sui fianchi. Le scrivanie ministeriali sono molto ampie e richiedono anche otto gambe, hanno piani in marmo o in legno usati come decorazione.

Il letto è ancora a baldacchino, vengono collocati lungo il muro in direzione longitudinale e sono chiamati “traversi”. Lo schienale è dritto e sormontato da pilastri sagomati. Introdotto il modello del letto a barca, che ha due fianchi curvi verso l’esterno e la cui forma continua con quella dei comodini.

I modelli di sedie sono più piccoli e leggeri, dalle forme graziose. È molto in voga il modello a gondola, con dei filetti decorativi sulla spalliera superiore dello schienale e sulla traversa anteriore del sedile. Le più ricche sono intarsiate.

Si moltiplicano i modelli anche per le poltrone: dritte, a gondola, a voltaire… Hanno forme armoniose e risultano molto comode grazie alle imbottiture. Divani e canapè invece mantengono lo stile impero ma vengono costruiti utilizzando legni più chiari.

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