Claudio Nicoli

Fonte: da “NICOLI” Ed. SANT AGOSTINO 1998 Galleria SANT AGOSTINO (TO) maggio/aprile 1998  Catalogo a cura di Paolo Levi  –

 


 

LE FUSIONI DEL MITO E DELLA STORIA

di Paolo Levi

 

 Nicoli al lavoro nel suo studio - 1996

Vive in Toscana nella terra del Chianti.
La solitudine e il silenzio lo portano a dialogare con forme arcane, antiche, com è antíco lo spirito che lo porta a plasmare o a progettare immagini su estesi fogli da disegno che egli tinge lievemente con gli acquerelli e ampi tratti nervosi.
Claudio Nícoli è uno scultore atemporale. Non è poi così importante collocare la sua ricerca in chiave storico-museale; al contrario, è utile sapere dove è nato e quali radici inconscie lo portano a raccontare in chiave plastica e nobile momenti interiori che scaturiscono da un profondo senso della poesia.

 

Terra d Emilia.
Egli nasce da una terra di poeti, l’Emilia. E superfluo ricordare Giosué Carducci, Giovanni Pascoli, ma è importante sottolineare la presenza anche di Giovanni Romagnoli, loro contemporaneo, traduttore dell’Odissea, come coincidenza non casuale. Claudio Nicoli è egli stesso “poeta laureato”, nell’uso che fa di questa parola Eugenio Montale. Sovente, infatti, anticipa istintualmente, tramite L’ astrazione immaginifica del verso, ciò che sarà in seguíto il suo costrutto plastico :

Penelope ti aspetta, Ulisse,

e tu le sciogli la tela.

Penelope ti ama, Ulisse,

e tu alzi ancora le tue vele.

Penelope ti chiama, Ulisse,

ti invoca, ti cerca, ma nella camera nuziale

di te non é rimasto


che il malinconico vuoto dell’assenza.

 

 

Nasce nel 1958 a San Giovanni in Persiceto, a pochi chilometri da Bologna. “Sono nato con l’argilla in mano”, mi racconta. Suo padre lavorava in fornace e gli portava a volte a casa l’argilla perché si divertisse a trasformrla in piccoli mondi plastici di terracotta. Di quei suoi 12 anni conserva ancora un gruppo di reliquie, figure, cavalli al trotto.

Avverte : “Sono autodidatta” e pare non trovare alcuna contraddizione nel fatto di avere frequentato, dopo gli studi classici, l’Accademia di Belle Arti di Bologna e di avere avuto, fra gli altri, lo scultore Quinto Ghermandi come maestro. Ma forse ha ragione Nicoli, perché la forma scaturisce esclusivamente da una condizione esistenziale interiore e quindi soggettiva, e questo nessun maestro può spiegarlo né tantomeno insegnarlo.

Nicoli: “Maschera di Ulisse” h. cm 66, unico.

In “Galleria Arte e Restauro”


E approdato a queste ricerche plastiche, a queste ispirazioni ma ripetitive -figure di nudi aristocratici spesso vibranti di vitale sensualità- con rigore ed umiltà, “sbagliando e facendo”, come egli stesso dice.

 

Gli equilibri, i volumi che tagliano ed interrompono lo spazio nascono, appunto, solo dalla sua attenta esperienza interiore. I modelli, i punti di riferimento nascono in lui solo dopo i trent anni.

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