Autopiano dei primi Novecento

a cura di Stefano Rogledi

Domanda

Vi invio in allegato una foto di uno strumento che in un primo momento mi sarebbe sufficente sapere come catalogarlo e se mi sapete dire eventualmente dove poterlo restaurare

Grazie e distinti saluti

Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”

Risposta

Il particolare strumento in questione è un Autopiano, molto probabilmente dell’inizio 900.Dall’unica foto pervenuta, senza conoscerne marca e numero di matricola, non è possibile ricavarne una datazione precisa.Riceverete comunque via e-mail indicazioni ( a mio giudizio) per arrivare eventualmente ad un restauro professionale e storicamente adeguato alla particolarità dello strumento in questione.

Si tratta di un pianoforte con al suo interno un ingegnosissimo quanto complesso meccanismo (pneumatico in questo caso) che ne automatizza l’esecuzione.
I due pedali, visibili nella parte inferiore dello strumento, servono ad azionare un mantice, che alimenta pistoncini, cilindretti e svariati altri componenti meccanici ed ingranaggi, muovendo così i martelli e la meccanica del pianoforte.
Lo stato di conservazione di questi strumenti risulta, purtroppo, quasi sempre precario, dato l’impiego spesso intensivo e particolarmente usurante di tale genere di “macchine”, oltechè la normale azione del tempo.
Tramite rulli di carta perforati, appositamente istallati all’interno, era possibile utilizzarli come macchine musicali automatiche.
Era anche possibile registrarne l’esecuzione, per averla poi a disposizione (sul rullo di carta) in modo permanente. Cambiando rullo si sceglieva il brano da ascoltare.

La massima diffusione di questi strumenti si registra negli anni che vanno dall’ultimo decennio 1800 fino al primo ventennio del 1900, ed è alta espressione di umile umanità. Oggetto di curiosità per grandi e piccini, muove e smuove ( sentimenti di dolcezza, affetto, ricordi lontani.
Suoi luoghi d elezione furono le osterie, le giostre, le sale da ballo, era la colonna sonora degli intervalli nelle sale cinematografiche, lo si incontrava per strada sui carrettini dei suonatori ambulanti, spesso trainati da asinelli.
Quale immagine piu veritiera di “umile umanità” ?
Lo sviluppo vede l’apice negli anni 1920-25, epoca di espansione massima; furono infatti centinaia i costruttori in Europa e Stati Uniti.
Un grosso contributo alla scomparsa di questi strumenti fu dato da eventi quali guerre, vita randagia, tarli e roditori, scomparsa di un certo artigianato, rapida divulgazione delle piu pratiche ed economiche “macchine parlanti”.
Ogni strumento di questo genere è quindi divenuto una rarità.
Macchine parlanti, Organetti meccanici, Pianole a manovella e tante altre geniali invenzioni stanno definitivamente scomparendo dal mondo, e con esse la loro voce, carica di emozioni.
Cordialissimi saluti,

Stefano Rogledi.

 

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