Pianoforte Steinway & Sons

a cura di Stefano Rogledi

Domanda

Gentilissimo Sig. Stefano
ho a casa un pianoforte Verticale Steinway & Son mod V/125, mobile in noce satinato (con panchetta alzabile), acquistato, come primo ed unico proprietario, nel luglio del 1957.
E in ottimo stato ed è stato usato poco.
Può aiutarmi a fornire una valutazione?

Risposta

Gentilissimo Sig.Marco,
complimenti per lo strumento in suo possesso.
Il numero 344283 risulta prodotto nel 1953.
Steinway & Sons, sappiamo bene, è casa di riferimento assoluto. I pianoforti a coda prodotti nella fabbrica di Amburgo, sono da molti decenni lo standard per le sale da concerto e teatri di tutto il mondo. I pianisti ne apprezzano la sonorità “vivida”, molto “cantante”. Questo ovviamente in strumenti che usufruiscano di un assistenza tecnica di primo livello. Al contrario possono diventare difficili da gestire, parlando sempre di sonorità. Anche la meccanica, in condizioni ideali, risulta confortevole ai massimi livelli.

I verticali Steinway, non hanno goduto di grande diffusione, almeno in Italia, a causa forse del loro prezzo; nuovo sfiora i 20.000 euro ( ).
Da questi strumenti se ne ricavano impressioni molto diverse rispetto ai canoni tradizionali.
Dai Pianoforti verticali in genere ci si aspetta inevitabilmente sonorità e sensazioni meccaniche “di compromesso”, cosa che in questo caso invece non è. Ho trovato verticali di questa casa sorprendenti nell’impatto sonoro e fluidità della meccanica.
Tra noi tecnici, è arcinota una certa “difficoltà” ad accordare questi strumenti, a causa del capotasto (la grossa barra di acciaio posta sotto alle caviglie di accordatura), questo esercita una fortissima pressione sulle corde, schiacciandole e impedendo a quest’ultime di scorrere agevolmente e contemporaneamente al movimento della chiave.

Non sono del resto d accordo con chi, nell’intento di aggirare il problema, propone di allentare la pressione di questo importante componente. In strumenti di altre case tale inconveniente non si verifica quasi mai, per via del disegno, la dimensione e la scelta delle angolature.
Le condizioni tecniche (a vista) mi sembrano davvero buonissime, il suono credo (e spero anche; la quotazione quindi si aggira intorno ai 6500/7000 euro, anche se il mercato non attraversa un momento propizio alla vendita. Peccato per quei segni sul coperchio copritastiera.

Cordiali saluti,
Stefano Rogledi.

 

0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »