Restaurare la ceramica

Fonte: Andrea Ippoliti . Visita anche il suo sito: www.andreaippoliti.it
Modus Operandi

Ho sempre accettato la sfida di restaurare qualunque manufatto ceramico che mi è stato proposto dalla clientela riassumibili nel seguente elenco:
terrecotte, maioliche, maioliche con terzo fuoco, maioliche con lustro, gres, porcellane in biscuit, porcellane smaltate.
Parallelamente mi sono anche confrontato con il restauro di: opaline, vetro, pietre preziose, pietre, marmi.
Le problematiche risolte vanno dalla semplice sbeccatura al riassemblaggio di anche 30 pezzi per un piatto decorato; dal completo rifacimento di un piede all’esecuzione di complicati serpentelli.

grande vaso in maiolica , in pezzi
i punti di rottura
La qualità del restauro

La qualità del restauro garantisce la non modificazione nel tempo dei materiali e dei collanti utilizzati, la resistenza alla luce per i colori utilizzati per il ritocco, la resistenza agli agenti atmosferici (quando richiesto). Non mi sono mai tornati indietro clienti a lamentarsi per un qualsiasi motivo. Mi è capitato di restaurare per la seconda volta ( per nuova rottura accidentale) pezzi già restaurati da me anche 15 anni prima, verificando positivamente quanto garantisco sopra.


pezzi di serpentello
Le finalità del restauro

Le finalità che perseguo per il restauro della ceramica sono: l’eliminazione di tutti gli interventi di precedenti restauri e il sapermi fermare quando questo compromette il pezzo, l’attenzione, in fase di demolizione, al materiale e agli smalti originali, la scelta del giusto collante in base alle forze d’inerzia da sopportare e al materiale ceramico, la pulizia con sistemi e liquidi che non intacchino in nessun modo materia e smalti e non lascino residui nel tempo, la scelta di materiali per il restauro di prima qualità, presso i più importanti rivenditori specializzati italiani con particolare attenzione allo studio delle schede tecniche, il pressoché nullo inserimento di perni metallici all’interno dei materiali, il ritocco pittorico, per il restauro estetico, che vada a sovvrapporsi il meno possibile sugli smalti originali.


restauro ultimato

Scopo ultimo è restituire la necessaria stabilità strutturale del pezzo e il giusto godimento estetico: questo è quanto normalmente la clientela chiede.


Se la clientela chiede di soddisfare i moderni principi ispiratori di qualunque attività di restauro,  tutte le attività prima elencate andranno calibrate per realizzare un restauro che: sia il più possibile reversibile e che non intacchi in nessun modo le parti originali, utilizzi colori reversibili e stabili, in sotto tono al fine di identificare l’intervento, la non arbitraria ricostruzione di parti mancanti, una solida documentazione fotografica ed una esaustiva relazione finale dell’intervento effettuato

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