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Palazzo Migliazzi Colonna

Il progetto di restauro, redatto per la parte architettonica e di riqualificazione d’uso dall’arch. Antonella B. Caldini e per la parte di consolidamento strutturale dall’ing. Massimo Devecchi, è già stato regolarmente approvato ed autorizzato dalle Soprintendenze piemontesi (quella per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e la consorella per i Beni  Architettonici e per il Paesaggio), che hanno seguito con interesse la proposta del recupero dell’edificio storico 

Valutazioni sulla metodologia adottata in fase diagnostica per il recupero di Palazzo Migliazzi a
Frugarolo (Al):

un esempio di edilizia sostenibile

FONTE : Antonella B. Caldini, Massimo Devecchi, Valutazioni sulla metodologia adottata in fase diagnostica per il recupero di Palazzo Migliazzi a Frugarolo (Al): un esempio di edilizia sostenibile, «Progetto Restauro» Trimestrale per la Tutela dei Beni Culturali, n. 44, 2007, pp. 2-11.  pdf_button

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Premessa

Palazzo Polastri, meglio conosciuto  come Palazzo Migliazzi poi Colonna (figg. 1-2) si trova a Frugarolo, un piccolo paese in provincia di Alessandria. L’edificio, attualmente in stato di assoluto abbandono, è passato di proprietà dall’Ispettoria Salesiana Novarese Alessandrina al gruppo S.P.F. Co struzioni che, dopo un’attenta campagna diagnostica di analisi e valutazione dell’effettivo valore storico e artistico, durata circa un anno (il palazzo è vincolato ai sensi del D.Lgs. 42/2004
Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio), ha deciso di procedere al recupero conservativo del pregiato immobile per insediarvi la propria sede e destinare l’ultimo piano ad edilizia residenziale.

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Il progetto di restauro, redatto per la parte architettonica e di riqualificazione d’uso dall’arch. Antonella B. Caldini e per la parte di consolidamento strutturale dall’ing. Massimo Devecchi, è già stato regolarmente approvato ed autorizzato dalle Soprintendenze piemontesi (quella per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e la consorella per i Beni  Architettonici e per il Paesaggio), che hanno seguito con interesse la proposta del recupero dell’edificio storico. Durante la fase diagnostica è stata anzitutto ridefinita la cronistoria delle principali vicissitudini storiche che hanno interessato l’edificio nel corso dei secoli, tutte le informazioni raccolte sono state utilizzate per la programmazione della successiva campagna stratigrafica, che propone il riscontro diretto delle informazioni scritte con quelle materiche proprie dell’edificio.

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Parallelamente è stata ef fettuata un’accurata campagna di rilievo che, attraverso la restituzione grafica e fotografica di tutti gli apparati decorativi sia interni che esterni, ha permesso di valutare l’effettivo livello conservativo della fabbrica e quantificare i costi di ogni singolo intervento.
Sempre in via preliminare è stata programmata (ed attualmente è in corso) la campagna stratigrafica dei prospetti esterni al fine di risalire alla successione cronologica dei singoli strati di intonaco e coloriture e, su richiesta dell’Ente vigilante, si sta
anche provvedendo al prelievo di alcuni campioni di intonaco da sottoporre ad analisi di laboratorio al fine di accertare la composizione chimica originaria dei componenti materici.
Durante queste operazioni saranno effettuati monitoraggi termoigrometrici sulle murature al fine di definire i valori di umidità relativa e temperatura, utili nella valutazione delle procedure di restauro più appropriate.

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