Pianoforte G. Mola inutilizzato

Domanda

Egr. Maestro,

Mi capita questo: giorni fà un amico mi ha offerto un pianoforte del quale sua moglie vuole disfarsene per motivi di spazio. Si tratta di :

G.Mola Torino verticale di colore nero lucido. La fabbricazione risale agli anni 1950 (i suoi genitori lo acquistarono nuovo). Mi chiedo se è il caso di spendere 1.000€ per questo strumento (più trasporto e accordatura). Nello sua famiglia non è stato mai suonato ma trattato solo come un mobile da rispettare. Per quanto lei conosce di questa azienda, la sua meccanica è realizzata in maniera affidabile? E’ pensabile che si presti ad essere accordato con buoni risultati? Infine qual’è il suo giudizio sulla G.Mola degli anni 1950? Da quanto ho letto su una sua consulenza per un esemplare di fine ‘800 mi sembra che sia stata un’azienda che puntava più sulla quantità che la qualità.

Mi illumini la prego.Grazie.

G.Masala

Risposta

Gentile Gianfranco,

personalmente non prenderei in considerazione questo strumento, anche se bisogna valutare in primis l’utilizzo che ne verrebbe fatto.

Se servisse come strumento da “primo approccio” per uno studente, direi poi assolutamente no. I motivi li spiego in altre consulenze relative a pianoforti per lo studio ( non identificabili come pianoforti in stato di “semi- incoscienza”..anzi tutto il contrario).

Come strumento da amatore il discorso differisce di poco.

Pongo una domanda: perchè spendere per uno strumento che forse può dare ben poco e, fatto più importante, in caso di vendita non varrebbe i soldi spesi? Al costo d’acquisto infatti bisogna sommare il trasporto, l’accordatura o accordature (se non è stato ben mantenuto negli

anni..) e sicuramente

un minimo di intervento tecnico di revisione per non incappare in malfunzionamenti futuri.

A tal proposito bisogna ricordare che se UNO STRUMENTO è RIMASTO IMMOBILIZZATO PER DECENNI E MAI REGOLARMENTE MANTENUTO mostrerà ben presto malumori e guai meccanici dal momento in cui riprenderà a “lavorare”. L’accordatura in casi simili è sempre l’ultimo aspetto da valutare.

Cordiali saluti.

Stefano Rogledi  

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