Pianoforte Scholze

Domanda

Gent.Sig.Rogledi
Studio su un pianoforte Scholze che ho ricevuto in eredità.
Il suono del pianoforte è molto piacevole, azzardo dire caldo sicuramente non
squillante.
Lo strumento è recente ed a parte il valore affettivo, vorrei conoscere qualcosa di più sia dal punto di vista tecnico che di produzione.
Su un sito web ho trovato che la marca Scholze è di produzione cinese ma il pianoforte in questione è stato acquistato negli anni 1977-79 periodo in cui i cinesi non avevano invaso l’Italia con prodotti di bassa qualità.
Sempre con l’aiuto di Internet, visitanto il sito della Seidl & Sohn ho trovato che dovrebbe esserci qualche relazione tra questo produttore ed il marchio Scholze ma l’argomento non viene affrontato in dettaglio.
Spero, e la ringrazio fin d’ora, che Lei possa darmi qualche maggiore informazione.
All’interno del pianoforte è presente un numero di matricola “93602” – l’indicazione in inglese “made in JIRIKOV” e la scritta “Gold Medals – Silver Medals – Honorary Aknowledgement – The First State Price 1898 ”
Allego un paio di fotografie di cui una riproduce lo stemma Scholze presente sulla piastra in ghisa.
Le chiedo cortesemente anche maggiori dettagli sullla “La storia del pianoforte” poichè sul sito webalice.it ho trovato 4 schermate iniziali ma nulla di più.
La ringrazio, cordialmente

Edgardo
Muggia (Trieste)

Risposta

Gentilissimo Visitatore,
il suo pianoforte è stato prodotto dalla fabbrica Petrof, Rep.Ceca.
(www.petrof.com)
E’ infatti del tutto identico ai modelli di quegli anni a marchio Petrof.
Tutt’ora il marchio è “sotto l’ala” della casa Ceca, insieme ai marchi “Weinbach” e “Rosler”.
Una buonissima ala dunque.

Gli strumenti degli anni ’70 e ’80 delle tre marche citate sono essenzialmente uguali ai Petrof.
Dagli anni 90 è cambiato qualcosa in termini di organizzazione della produzione.
Il marchio Scholze credo sia ora molto più commercializzato in oriente che in Europa.
Si tratta di strumenti dal giusto valore prezzo/qualità, non particolarmente omogenei forse a livello di qualità di produzione. Ne ho sentiti di interessanti come problematici, ma questo ci poteva stare a quel livello di prezzo. Ciò dipende molto dalla qualità dell’assistenza ricevuta nei decenni.
Dagli anni ’90 in poi, in particolar modo, sono molto migliorati anche in questo senso, insieme agli altri citati e ancor più i Petrof.
Questi ultimi sono strumenti ora molto curati e ben progettati/realizzati.
La caratteristica timbrica di questi strumenti è sicuramente riferibile ad una certa rotondità e piacevolezza.
Gli strumenti degli anni 70-80 mancavano però a volte, a mio avviso, di smalto timbrico, a favore del sacrosanto suono “morbido”, che non dev’essere però “troppo e sempre morbido”.
Se meccanicamente ben tenuti (i “vecchi” Scholze) sono comunque discreti e affidabili strumenti.

Cordialmente,
Stefano Rogledi

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