Pianoforte Stucchi

 

Domanda

Cortese sig. Rogledi,
vorrei avere qualche informazione e vautazione di un vecchio pianoforte verticale (direi metà Ottocento) Lo Stucchi facteur de piano perfectionné chez Erard à Paris (è un costruttore di Milano, parrebbe).

La meccanica è a baionetta, l’estensione è 6 ottave e mezzo (credo), ha un solo pedale. Si tratta forse di un pianino (come i famosi Pleyel)? Numero di serie 42.
I danni sono gravi (tavola armonica)? Quanto può valere?
Grazie molte,
Peter

Risposta

Gentile Sig. Peter,
l’unico costruttore a nome Stucchi che ho rintracciato nelle varie fonti consultate è: “Adolfo Stucchi-costruttore
e restauratore in Milano”; ditta fondata nel 1846. Molto probabilmente si tratta dello stesso fabbricante dello strumento da lei segnalato. Si tratta, come giustamente detto, di un piccolo verticale con meccanica “a baionetta”, con un estensione ridotta, che reca diverse particolarità di stile chiaramente francese di metà ottocento.
L impostazione tecnica di questo pianoforte è abbastanza superata, anche per l’anno in cui è stato costruito. Vediamo infatti che reca un piccolo telaio in ferro per l’aggancio delle corde dei bassi (rettangolo rosso e freccia rossa). Le rimanenti corde, delle sezioni medi e acuti (freccia azzurra) sono invece agganciate ancora ad una struttura in legno anzichè in ferro. Questo comporta una tenuta dell’accordatura a dir poco sconcertante…( ). Il legno flette e si assesta inesorabilmente dopo pochi minuti sotto la forte trazione
esercitata dalle corde. Non ci sono danni particolari alla tavola armonica, costruita evidentemente con criterio.
Per quanto riguarda il riferimento a Erard, grande costruttore francese, è probabile un apprendistato nelle officine della prestigiosa fabbrica francese. Sappiamo infatti che Erard, Gaveau e soprattutto Pleyel si avvalevano di operai specializzati provenienti da Italia, Germania e, in modo particolare, Austria.
Il valore commerciale è piuttosto modesto; i gusti sono inesorabilmente mutati.
L interesse storico viceversa è ragguardevole.

Cordiali saluti,
Stefano Rogledi

 

 

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