Pulizia degli accessori del Mobile

Pulire il Rame

La pulizia del rame viene effettuata come facevano i vecchi…….si scioglie del sale con dell’aceto o con del succo di limone e si strofina con uno straccio o una spugnetta non abrasiva tutta la superficie in modo omogeneo, il lavoro deve essere continuo poiché l’aggressione del composto è lenta, giunti ad una pulizia soddisfacente si risciacqua con acqua tiepida e si asciuga.

Pulire Ottone

La pulizia dell’ottone, in questo caso della ferramenta di un mobile antico, deve essere fatta in maniera dolce e non troppo invasiva, questo per salvaguardare la patina ovvero l’ossidazione creatasi con il passare del tempo.


Vietato usare carta vetro, spazzole metalliche e pagliette, la pulizia deve essere effettuata per immersione lasciando per un po’di tempo la ferramenta in una soluzione di acqua calda e sapone di Marsiglia oppure, se lo sporco fosse cospicuo, utilizzando acqua ed ammoniaca per poi pulirle con straccetto o spazzola a setole morbide in maniera omogenea, risciacquare ed asciugare.

Pulire l’acciaio

Occorrente: acetone o diluente nitro, bicarbonato di sodio, soda caustica, polvere di bianco di zinco o bianco di Spagna, un contenitore di vetro o plastica, uno spazzolino.

1. Ripulire l’oggetto con acetone, o con diluente nitro, strofinatelo con un batuffolo di cotone imbevuto di una soluzione di bicarbonato di sodio (in proporzione di una parte ogni 10 di acqua) in modo da togliere le macchie più superficiali.

2. Per eliminare le macchie più resistenti occorre far ricorso a una soluzione, anch’essa al 10%, di soda caustica.

ATTENZIONE: l’uso della soda caustica deve essere fatto solo da persone con una certa manualità ed esperienza nel trattamento di questo composto in quanto molto corrosivo e nocivo per la salute. Chi vuole seguire questo metodo, deve essere cosciente ed usare dispositivi di protezione personale come guanti, occhiali ed eventualmente una mascherina a carboni attivi per proteggersi da eventuali esalazioni-

o – E importante, nel preparare il composto, osservare alcune avvertenze: usare un contenitore di vetro o plastica e appoggiarlo su una superficie che non possa essere rovinata da eventuali spruzzi di soda.

o – Mettete l’acqua nel contenitore e aggiungete la soda (non si deve mai fare il contrario) un po per volta; fatela cadere da vicino e mai dall’alto per evitare che la soluzione ribolla creando vapori nocivi. Per prudenza, oltre ai guanti, che dovranno essere di gomma pesante si può indossare un paio di occhiali per proteggere gli occhi e una mascheria per i vapori nocivi.

o – Servendovi di un vecchio spazzolino da denti, strofinare l’oggetto con la soluzione di soda caustica fino a quando le macchie non saranno scomparse.

o – Risciacquate con abbondante acqua e asciugate delicatamente.

3 – Infine lucidate l’ oggetto. Prendete una pezza di cotone inumidita con acqua e premetela, come se fosse il piumino della cipria, contro la polvere di bianco di zinco o bianco di Spagna; quindi strofinate il pezzo fino ad ottenere il grado di lucentezza desiderato. Sciacquate poi sotto acqua corrente.

Trattamento dell’argento

Occorrente: un pennello a pelo corto e rigido, cotone, acetone puro, ammoniaca.

1. Passare l’oggetto (dopo averlo accuratamente spolverato) con acetone puro distribuito con un pennello a pelo corto e rigido, esercitando una leggera pressione e compiendo un movimento rotatorio così da far entrare il solvente in tutte le pieghe del decoro.

2. L acetone rimuove lo sporco e il grasso, che devono essere asportati ripassando la superficie con un batuffolo di cotone.

3. Se lo sporco è resistente, si usa ammoniaca (sempre distribuita con il pennello) che a differenza dell’acetone, toglie anche le ossidazioni leggere. Si ripassa poi con il cotone, quindi si sciacqua con acetone.

4. Successivamente si tratta il pezzo con un buon prodotto di pulizia dell’argento (un polish a lunga durata), che toglie le ossidazioni e restituisce al metallo la sua lucentezza.


Ceramica antica

Occorrente: un pennello di nylon, detergente neutro, candeggina.

1. Lavare accuratamente l’oggetto in ceramica immergendolo in una bacinella contenente acqua calda, ma non bollente, in cui sia stato sciolto un buon detergente neutro. Il pezzo deve essere spazzolato delicatamente con un pennello di nylon, soprattutto nei punti in cui polvere e sporco tendono a depositarsi.

2. Dopo averlo sciacquato, si lascia asciugare l’oggetto all’aria appoggiandolo su un panno morbido.

3. E consigliabile non asciugarlo con uno strofinaccio per evitare che fili e peluzzi possano aderire alla superficie; si può anche utilizzare un asciugacapelli, avendo cura che il getto d aria non sia troppo violento né troppo caldo.

4. Se sono rimaste alcune macchie e tracce di sporco nelle abrasioni, si prepara nel contenitore una soluzione di acqua e candeggina nella proporzione di 4 a 1 e vi si immerge l’oggetto preoccupandosi di sorvegliare attentamente il pezzo per controllare che non si rovini lo smalto. Se non si può tenere l’oggetto sotto controllo, è importante, dopo breve tempo, estrarlo dalla soluzione, sciacquarlo accuratamente in acqua semplice e farlo asciugare all’aria

5. Se le macchie sono particolarmente resistenti, si può aumentare la quantità di candeggina fino ad arrivare al massimo ad un rapporto di 1 a 1. Per evitare di rovinare lo smalto, è bene però non immergere completamente l’oggetto nelle soluzioni più concentrate e tamponare invece le macchie o applicarvi impacchi con battutoli di cotone imbevuti di acqua e candeggina.

Pulire il marmo

Occorrente: Un po di polvere di pomice, dell’acido ossalico (che si può trovare in farmacia o nei negozi specializzati in prodotti chimici), un barattolo in cui diluirlo, tre strofinacci (due di cotone e uno di lana), una spugna e un barattolo di cera bianca in pasta.

1. Si versa un po di pomice sul marmo e si strofina questa polvere leggermente abrasiva su tutta la superficie, utilizzando uno straccio inumidito; ideale per questa operazione è la tela di iuta un po consumata dall’uso.

2. Si sciacqua, utilizzando una spugna imbevuta d acqua.

3. Per togliere le macchie più resistenti si prepara quindi una soluzione di acido ossalico e acqua : l’acido si presenta come una polvere biancastra e deve essere diluito nella proporzione di tre quarti d acqua e un quarto di acido. Utilizzando sempre la spugna si stende il composto con una certa abbondanza, in modo che il marmo si impregni e, dopo qualche minuto, si risciacqua ripetutamente con una spugna pulita

4. Quando il ripiano è ben asciutto (si consiglia di aspettare almeno un giorno) lo si “ingrassa” con la cera bianca in pasta e, dopo qualche ora, si procede alla lucidatura con un panno di lana.


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