Restauro tele di Nardo

Collocazione: Chiesa di S.Giuseppe Patriarca – Nardò (LE)Direzione lavori: Vincenzo Pugliese – Direttore Storico dell’Arte , Soprintendenza per i Beni Artistici della PugliaFinanziamento lavori:: Provincia di Lecce

Un Sistema di Supporti per collocazioni “particolari”

L’ analisi ravvicinata dei dipinti ha evidenziato la presenza di abbondanti stuccature e di alterazioni, dovute alle relative ridipinture, lungo i margini e sulle zone interessate da buchi e tagli.
Sul verso dei dipinti erano rigirati, solo in qualche piccolo tratto, i bordi originali ma in generale pochi millimetri di colore originale, mentre il dipinto sul pulpito era ritagliato accuratamente; inoltre, il tipo di tela è risultato essere di canapa per tutti i dipinti, anche se quella del dipinto raffigurante Il sogno di Giuseppe (cantoria sn.) era di filatura più robusta ed a trama più grossa.
Il distacco delle opere dalla sede non ha reso necessaria la velinatura dato che i chiodi, oramai arrugginiti,si spezzavano con estrema facilità lasciando libere le tele.


Soggetto nr.1:  “Presentazione del Bambino ai Pastori” , Autore: Ignoto
Tecnica: Olio su tela cm. 71×62. Datazione: XVIII secolo

 “Presentazione del Bambino ai Pastori”

Posizione del Soggetto nr.1

Soggetto nr. 2 , Soggetto: “Scene dalla Fuga in Egitto” , Autore:Ignoto, Tecnica: Olio su tela, Datazione: XVIII secolo

Il sogno di Giuseppe ( cm. 66×66 )
Adorazione dei Magi ( cm. 66×81,5 )
Annuncio della fuga in Egitto ( cm. 65,5×63 )
Collocazione: Balcone della cantoria del Soggetto n. 2

L’ intervento di restauro è stato avviato effettuando, nelle zone che lo richiedevano, fermature di colore con colletta ed in previsione della pulitura, un preventivo miglioramento della superficie, con apporto di umidità, interponendo un foglio di melinex e uno di feltro durante la stiratura per evitare che le sovrapposizioni si marcassero sulla pellicola pittorica originale.

La Pulitura

In seguito sono stati eseguiti i test di solubilità per individuare la miscela solvente idonea alla rimozione delle ridipinture e dello sporco depositato sul colore.

Con Cicloesilammina diluita in Acqua demineralizzata (1:5), si riusciva ad asportare solo lo sporco sedimentato mentre, localmente, aumentando la quantità di reagente si otteneva un ammorbidimento delle ridipinture ed anche delle stuccature che venivano in seguito asportate a bisturi.
Dopo un lasso di tempo, utile all’evaporazione dei liquidi dal substrato, è stata effettuata la velinatura della superficie pittorica con l’uso di carta giapponese e colletta, fissando le opere al piano di lavoro.


Si è proseguito con l’asportazione dal verso di materiale estraneo, l’assottigliamento della cucitura del dipinto raffigurante l’Adorazione dei Magi ed infine, la pulitura particolareggiata delle zone deformate a causa delle scodellature dei materiali pittorici;

Gli inserti e la foderatura

Infine sono stati eseguiti inserti di tela, (puro lino simile all’originale apprettato a colla), nelle lacune del supporto, incollati perimetralmente con adesivo Purbinder PA711.

La foderatura è stata compiuta adoperando tela di puro lino, tipo DM10 per i dipinti con lo stesso supporto, e tipo R111 per il dipinto con il tessuto più pesante, con l’uso della tradizionale colla pasta (Nota 1), le prime stirature sono state condotte interponendo un foglio di melinex per trattenere l’umidità e consentire il graduale miglioramento delle deformazioni. Dopo la rimozione della velina protettiva è stata ultimata la pulitura del colore sia dai residui di colletta, con spugnette inumidite d acqua, sia con mezzi meccanici per la rimozione dei residui di sporco ridipinture e stuccature.

Nota 1:  La scelta dell’adesivo per l’esecuzione della foderatura si è basato, oltre che sulla compatibilità dei materiali, sulla necessità di migliorare le pessime condizioni che la superficie delle opere presentava; infatti le deformazioni che interessavano colore e preparazione e di conseguenza la tela di supporto, erano tali da richiedere l’uso di un adesivo che garantisse la distensione delle suddette deformazioni.


Supporti particolari

Lo spessore delle cornici, di circa 4 mm., rendeva necessaria l’attuazione di supporti e di un sistema di montaggio delle opere che consentisse di risolvere un problema di ordine estetico.
Un qualsiasi telaio, infatti, sia di legno sia di metallo, non potendo essere realizzato con spessore inferiore ai 3 cm., considerando anche l’andamento concavo/convesso, avrebbe reso l’osservazione dei dipinti interrotta da volumi inattesi.

Il verso del pannello dopo l’adesione del dipinto

Dopo varie ipotesi sul tipo di supporto e sul sistema di ricollocazione ottimale dei dipinti è stata concordata, con la D.L., la realizzazione di pannelli (Nota2) , di materiale inerte, che avessero l’esatta sagoma, sia perimetrale sia nell’andamento concavo/convesso, degli spazi di alloggiamento delle opere.

Nota 2: I pannelli sono stati realizzati dal Capo Tecnico del Cantiere Nautico ITACA 2000 di Nardò, effettuando 4/5 stratifiche di resina poliestere con tela di vetro tipo Mat ed una con stuoia di vetro per la chiusura.

Prendendo spunto da un imponente intervento di restauro, presentato nella collana “Arte e Restauro” Edizione Nardini, realizzato ad Urbino nella Chiesa di Santa Chiara, i nuovi supporti sono stati realizzati in vetro resina direttamente sul posto consentendo la messa in opera di pannelli di spessore contenuto (circa 3 mm.) perfettamente conformati sia alla superficie sia alla forma.

Il Pannello preparato con tela di iuta

I quattro pannelli sono stati preparati con una tela di iuta come strato di contatto con i dipinti: la tela, incollata con resina poliestere ai pannelli, è stata preventivamente isolata con uno strato di adesivo che fungesse da barriera alle infiltrazioni della resina.
In seguito, dopo aver applicato uno strato isolante anche sulla tela da rifodero, i dipinti sono stati predisposti sui pannelli in modo che anche i margini del supporto, preparati con BEVA 371 a spatola, potessero aderire sul verso; dopo aver steso l’adesivo sul pannello ed aver atteso l’intervallo di tempo utile alla parziale essiccazione del GEL, è avvenuto il contatto tra le due superfici raggiungendo infine la perfetta adesione con l’uso del sottovuoto.

Il Pannello preparato con BEVA GEL

Allo scopo di applicare i dipinti sui pannelli è stato adoperato un sistema di foderatura a freddo sottovuoto con l’uso di adesivi speciali (Nota 3) appositamente studiati per questo tipo di utilizzo.

Nota 3: Prodotti della linea “Gustav Berger s Original Formula®” e più precisamente: per la preparazione della tela di iuta
applicata sui pannelli è stato utilizzato il BEVA O.F. D-8-S, per isolare i dipinti foderati BEVA 371 e per l’adesione delle
opere sui pannelli BEVA O.F. GEL.
I dipinti ricollocati nelle sedi di alloggiamento

Metodo sottovuoto

Reintegro delle lacune

I tempi di asciugatura dei “laminati” è stato di circa 72 ore trascorse le quali è stata compiuta la verniciatura a pennello, con resina Mastice diluita in essenza di Trementina, ed in seguito la stuccatura, a gesso e colla, di tutte le lacune.

Stuccatura delle lacune
Stuccatura delle lacune

L integrazione pittorica è stata condotta con l’uso di colori a vernice e la protezione finale con una stesura di resina Retouchér nebulizzata.

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