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Silvia Fini abita ed opera a Bologna. E' iscritta al Ruolo Periti Esperti di Antiquariato presso la Camera di Commercio in Bologna all'Albo dei Consulenti Tecnici del Giudice presso il Tribunale di Bologna.

 

Ringrazio caldamente la dott.ssa Fini Silvia che ha collaborato con professionalità ed amicizia fornendo il suo prezioso contributo per il servizio di consulenze del nostro sito.

Per i suoi impegni di lavoro questa collaborazione oggi si interrompe nella speranza che continui sotto altre forme.

Alcune delle numerose consulenze fornite dalla dott.ssa Fini rimangono comunque presenti sul nostro sito nella forma " Consulenze Archiviate", che comunque rimangono sempre valide per un consulto e approfondimento.

Il Servizio di Consulenza, continua grazie all'Antiquario KATIA LOI che  prendendo il testimone dalla dott.ssa Fini, curerà il nuovo spazio "L'esperto Risponde"

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Consulenze - Consulenze Antiquariali
Scritto da Silvia Fini   

  • Domanda
  • Gent.ma dott.sa

    lo zio mi raccontava che questo bel mobile proveniva dalla Villa Tesoriera di Torino.
    E, quel mobile imponente, per me che lo ammiravo estasiato (per quelle modanature incredibili e per quegli intarsi meravigliosi) fu sempre un enigma. Le formelle avevano un disegno sicuramente barocco, ma quelle linee verticali... d accordo erano sagomate, sagomatissime, ma così dritte e quesgli spigoli...

    Eppure era un armadio davvero importante, davvero ben rifinito, non era un pezzo normale. Ma qual era il suo "stile" e quando era stato fatto?

    Legggendo la storia della "Tesoriera" due periodi possono essere interessati dalla costruzione del mobile: tra il 1713 e il 1715 quando Aymo Ferrero Signore di Cocconato incaricò l'Abate Jacopo Maggi del progetto e della direzione lavori per la costruzione del corpo centrale dell'attuale villa oppure tra il 1844 e il 1850 quando il Marchese Ferdinando Arborio, Gattinara e Breme Duca di Sartirana riporta la "Tesoriera" all'antico splendore.

    Quando lo zio è mancato, ho dovuto vendere la casa e portare via i mobili. Ero molto preoccupato per quest'armadio data la sua imponenza, ma poi scoprii che smontarlo era semplicissimo: la parte superiore, la parte inferiore e le due fiancate erano tenute insieme da chiavarde e la parte posteriore era fatta di rudi assi infilate una nell'altra in senso dall'alto in basso. Ho anche potuto constatare come il mobile fosse non solo massiccio, ma di uno spessore ragguardevole.

Armadio settecentesco

La cornice superiore aveva subito dei restauri con un rifacimento d angolo in stucco. Una delle cerniere delle porte ha ancora tracce di argentatura. I chiodi utilizzati sembrano quasi chiodi da maniscalco e sono ribattuti a caldo. Le misure sono: altezza 232, larghezza 175, profondità 59.
All'epoca, metà anni 80, non ero in condizione di mettere mano al mobile e d altronde l'armadio era in buone condizioni (se si escludono molti fori di insetti litofagi) così infilai molto antitarlo nei buchi e mi preoccupai di sistemarlo all'interno al fine di recuperare la funzionalità originale di "guardaroba" rendendolo più chiuso alla polvere. Sigillai l'interno con fogli di poliuretano estruso da 3 mm fissati con semplici graffette e poi lo foderai con una bella stoffa di damasco rosso. 

A Lei ora il giudizio sullo stile e sull'epoca co i miei più sentiti ringraziamenti e la miglior stima.

Grazie infinite


  • Risposta
  • Egr. sig. Alberto,
  • si tratta di uno splendido armadio piemontese del pieno 700. La cima incorniciata e le lesene sugli spigoli sono tipici di questo periodo, come anche i pannelli intarsiati in legno chiaro con motivi a nastri intrecciati che disegnano volute floreali e riserve curvilinee.
  • Anche le bocchette e la chiave sono d epoca e oserei dire di una bellezza ragguardevole. Molto particolare e anche il fatto della sua praticita in quanto smontabile come i modelli francesi di questo periodo. 
  • Lo stile di appartenenza e dunque il Rococo o Barocchetto, che si sviluppo in Italia durante il regno di Luigi XV, dal 1740 al 1778. In particolare in Liguria e Piemonte gli ebanisti si ispirarono molto ai modelli francesi, creando uno stile particolare e raffinatissimo, ricchi di decorazioni e con parti metalliche (bocchette, cerniere, ecc...) molto vistose e di grandi dimensioni.
  • Il suo valore di mercato, puo raggiungere anche i 30.000 Euro.
  • Cordiali saluti,
  • Silvia Fini



 

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