Manuale della Tempera

Fonte: Dal Manuale della Tempera di Bruno Pierozzi 

La Preparazione delle superficie delle Tele

Le tele si preparano nel modo seguente. Si monta il telaio e utilizzando una squadra da disegno si verifica se ogni angolo interno del telaio è diritto. Potete anche misurare la diagonale con un metro flessibile, se le diagonali coincidono il telaio è ben montato. Si poggia il telaio sulla tela e si taglia una parte di tela sufficiente a coprire il retro di ogni lato del telaio. Si mette una  graffetta di metallo con una pistola sparapunti, come quelle usate dai tappezzieri, al centro di uno dei lati posteriori del telaio e uno al lato opposto. La tela deve essere abbastanza tesa, ma non tesissima, in quanto si tenderà molto con l’imprimitura. Si mettono le graffette completando un lato, piegando la tela agli angoli e fissandola, si fa la stessa cosa sul lato opposto e così si procede per gli altri due lati. Una volta montata la tela si procede a passare la prima mano di colla. Potete utilizzare anche qui o il metodo classico o quello moderno. Le chiavi del telaio devono essere messe agli angoli soltanto dopo che la tela preparata si sia ben asciugata, ricordate che le chiavi costituiscono l’ultima speranza, nel caso in cui la tela dopo la preparazione abbia ceduto agli angoli, Il loro scopo infatti è quello di tendere la tela – a cui abbiamo dato l’imprimitura – nel caso in cui si fosse un poco allentata.  


Metodo moderno 

Si dà alla tela una mano di colla vinilica allungata come per le tavole. Si lascia asciugare e poi si provvede a dare due mani di imprimitura come per le tavole. Una volta asciugata si scartavetra e si pulisce con uno straccio. Dopo aver disegnato si dà una mano di colla allungata con acqua per rendere meno assorbente la tela.
Altre ricette moderne sono le seguenti. Dopo aver dato la mano di colla sulla tela grezza si lascia asciugare e si scartavetra leggermente con carta smeriglio fine, quindi si passano due mani di cementite, o in alternativa due mani di gesso acrilico, e poi si scartavetra di nuovo. Su queste basi non c’è bisogno di passare l’emulsione a base d’uovo allungata con  acqua come per le superfici a base di gesso.  

Metodo classico

Si prepara la colla di coniglio (la migliore per le tele) nel modo già sopra indicato e si dà una mano sulla tela. Si lascia asciugare e poi si danno due mani di imprimitura preparata con colla e gesso da doratore o di bianco di Medoun, a cui sarà aggiunto un poco di bianco di zinco o di titanio in polvere. Per rendere questo preparato più elastico (la tela non è rigida come la tavola) potete versare uno o due cucchiai di latte e mescolare bene. La tela una volta asciugata (va tenuta orizzontalmente) si scartavetra con carta smeriglio fine, si pulisce la superficie, e si da una mano di colla allungata. Quindi si disegna e si fissa il disegno. Per renderla meno assorbente si passano, come già descritto, due mani di emulsione a base d’uovo allungata oppure una mano di colla. A questo punto potete inserire le chiavi agli angoli del telaio.

Per preparare la tela di sacco (juta) vi consiglio questo metodo. Prendete la tela e montatela sul telaio, il formato massimo per questa tela dev’essere 40X50, perché altrimenti diventa difficile lavorarla. Date una mano di colla, sciolta a bagnomaria (in questo caso è meglio la colla di bue in perle) abbastanza densa ( la proporzione può essere di 6 cucchiaini in un bicchiere d’acqua) perché copra bene la trama della tela che è abbastanza larga.

Fate asciugare, per una intera giornata e quindi passate all’imprimitura fatta nel modo seguente. Preparate la colla di bue in perle mettendone una quantità, pari a un terzo di bicchiere, a bagno in una quantità d’acqua pari a un bicchiere. Lasciate riposare per una notte. Il giorno seguente versate la colla in una pentola e aggiungeteci due bicchieri di bianco di Medoun. Mettete il tutto sul fuoco a fiamma bassa e portate ad ebollizione sempre ben mescolando.

Dopo due tre minuti dall’ebollizione togliete la pentola dal fuoco e passate questo preparato ben caldo sulla tela. Vedrete che la tela afflosciatasi, dopo che avevate passato la prima mano di colla, si tenderà di nuovo e questa volta non cederà. Una sola mano di questa preparazione è insufficiente a turare tutti gli interstizi della tela di sacco e a coprire bene la sua trama irregolare e piena di fibre, cosicché converrà, dopo averla fatta ben asciugare, passare una seconda mano, magari un poco meno densa della precedente. Dopo averla fatta asciugare si passa della carta vetrata fine e una mano di colla allungata. Si fa asciugare di nuovo, si disegna e poi si passano due mani di emulsione all’uovo con cui dipingete, allungata con due terzi d’acqua.

In pratica questa imprimitura è più simile ad un intonaco che alla comune tela. La particolarità è che i colori assumono l’aspetto leggero e dai toni chiari simili alla tempera a muro e all’affresco. Su questa preparazione potete dipingere con qualsiasi tempera.  Poiché questa superficie rimane assorbente, anche dopo dipinta, è consigliabile non verniciarla, anche perché la verniciatura guasterebbe i toni chiari e delicati che sono l’aspetto particolare di questa pittura.   

Alcuni consigli prima di iniziare

La cosa più importante, quando si lavora a tempera, è la pulizia degli strumenti. Lavorando con la tempera all’uovo dobbiamo sempre avere presente che stiamo adoperando un prodotto organico, che subisce in tempi rapidi un processo di decomposizione. E’ quindi necessario pulire bene tutti gli accessori e in primo luogo la boccetta o il vasetto dove teniamo il preparato a base d’uovo. Bisogna lavarlo dopo l’uso con acqua saponata e poi disinfettarlo con dell’alcool denaturato e lasciarlo aperto ad asciugare. Così pure faremo con la tavolozza sia essa di plastica o di ceramica. I pennelli devono essere ben puliti con sapone neutro e risciacquati a fondo in acqua tiepida. I pennelli di martora devono essere tenuti in perfetto stato evitando che si sfibrino e perdano la punta. Per fare ciò dopo averli lavati con acqua e sapone, togliete l’acqua residua e passate una soluzione leggera di gomma arabica sul pelo, in modo da mantenere la forma ben appuntita. Quando ne avrete necessità basterà immergerli pochi secondi in acqua tiepida per togliere la gomma arabica e renderli prontamente utilizzabili. Per quanto riguarda il fissativo per il disegno sulla tavola o sulla tela, evitate fissativi a base di gomma lacca o colofonia perché possono produrre il distacco della pittura dalla superficie preparata. Utilizzate invece del comune latte o del fiele di bue.  

La preparazione della tempera al tuorlo d’uovo 

A base della tempera, c’è un prodotto organico naturale costituito dall’uovo. Sarebbe buona cosa poter innanzitutto disporre di uova di giornata, ma poiché la maggior parte degli artisti vive in città e non ha un pollaio, dovremo accontentarci delle uova acquistate al mercato o nel negozio di alimentari, confidando nell’onestà del rivenditore. Se non  altro le uova oggi messe in commercio portano la data di scadenza e questo può in qualche modo aiutarci. Sappiate comunque che è meglio averle più fresche possibile.

La prima operazione da affrontare è quella di separare il tuorlo dall’albume. Mettetevi sopra ad un lavabo, prendete l’uovo e rompetelo a metà, facendo passare il rosso da una metà all’altra del guscio. Ci serviremo soltanto del tuorlo, lasciando colare via tutto l’albume. Poiché però in genere una parte dell’albume rimane aderente al tuorlo, useremo un foglio di carta da cucina  per mettervi sopra il tuorlo facendo attenzione a non romperlo. Fate rotolare delicatamente il tuorlo, che pian piano perderà ogni residuo di albume, poi prendetelo sempre delicatamente in una mano e praticate una piccolo foro sulla pellicola protettiva della sua superficie con uno stuzzicadenti, o con qualsiasi oggetto con una punta fine, facendo colare il contenuto del tuorlo in un vasetto di vetro con tappo ermetico, del tipo di quelli usati per i sughi pronti o per i sottaceti. Se il tuorlo si rompe subito appena lo mettete sulla carta, vuol dire che l’uovo non è molto fresco, perciò ripetete l’operazione. 

Conviene sempre avere una confezione di quattro o sei uova. Una volta fatta questa operazione aggiungete al tuorlo una quantità di acqua (demineralizzata o distillata) di quella che trovate comunemente anche al supermercato, pari a due cucchiai. Chiudete bene il vasetto con il tappo e agitate con forza. Il presente composto in sé è già pronto per l’uso pittorico, ma dovete anche pensare che state lavorando con un prodotto organico, che particolarmente nei mesi caldi è soggetto ad un processo abbastanza rapido di alterazione. Per evitare questo inconveniente potete aggiungere al liquido un cucchiaino di aceto, o meglio ancora, un cucchiaino di un liquore (grappa, brandy o altro liquore) purché abbia una gradazione di almeno 40° e non contenga zuccheri (il vermouth per intendersi non va bene per la pittura, ma solo per il pittore e mai prima di dipingere!). In alternativa all’aceto e alla grappa si possono mettere due gocce di essenza di lavanda o di garofano. Chiudete di nuovo il vasetto, agitate bene e fate riposare per una decina di minuti il tutto.

Sappiate comunque che se adoperate come conservante l’aceto, dovrete evitare l’uso del bleu oltremare, in quanto annerisce a contatto dell’acido acetico. Ora siete pronti per fare quella che in gergo si definisce mestica, ovvero la mescolanza del preparato con le polveri colorate.

Le polveri secondo la tradizione vanno prima bagnate con acqua per farne del “colore in pasta” – per intendersi – solido come quello che esce dai tubetti, non come la sfoglia da cucina!  Tale colore in pasta andrebbe tenuto pronto in vasetti di vetro, coperto d’acqua e chiuso ermeticamente. Personalmente sconsiglio tale pratica, a chi non può dipingere quotidianamente. Anche perché il colore nei vasetti è soggetto allo sviluppo di muffe, se non è trattato con piccole quantità di prodotti antimuffa, come l’acido fenico o la canfora.

 Evitate dunque di complicarvi la vita e procedete in modo più semplice. Preparate il colore necessario in ogni seduta, “macinando” come si dice in gergo, le polveri direttamente con l’emulsione a base d’uovo. Se il composto risultasse troppo forte, aggiungete piccole quantità d’acqua distillata con un contagocce. Questo metodo mi ha dato sempre buoni risultati ed il colore non ha mai avuto problemi di alcun tipo. Per mescolare il pigmento con l’emulsione, potete utilizzare un vecchio pennello di setola di piccolo formato, risciacquandolo e asciugandolo su un panno o un tovagliolo di carta, di volta in volta, dopo aver mescolato i pigmenti.
Questa tempera a base di solo tuorlo una volta seccata con il tempo diviene insolubile nell’acqua, quindi molto resistente, al contrario le emulsioni contenenti olii e vernici rimangono idrosolubili.

Pigmenti facili e difficili 

La mestica come già detto è il procedimento con il quale si mescolano i pigmenti con il preparato a base d’uovo.
Come potrete osservare alcuni pigmenti si mescolano facilmente con l’emulsione a base di tuorlo d’uovo, ad esempio: il bianco di titanio, il verde ossido di cromo, le terre naturali in genere;  altri hanno difficoltà in quanto sono costituiti da polveri finissime simili al talco e richiedono allora una diversa base di preparato. Tra questi indichiamo: lacche rosse, bleu di Prussia, nero fumo, bleu oltremare, terra di Cassel. In tal caso si può agire in due modi. Nel primo bagnando i pigmenti con alcool puro e poi dopo aver addizionato qualche goccia d’acqua, mescolarli con l’emulsione; oppure adoperando la chiara dell’uovo, come illustrato più avanti. Per le emulsioni che contengono olio e vernici non ci sono invece questi problemi, quindi anche i pigmenti “difficili” possono essere trattati direttamente con il preparato con cui si mescolano tutti gli altri colori.
Una cosa importante è verificare il grado di aderenza e flessibilità della mestica. Per farlo basta passare qualche pennellata del colore da voi preparato su una superficie non assorbente, come una lastra di vetro o una mattonella di ceramica. Se il colore dopo che si è asciugato si sfarina vuol dire che il legante è troppo debole e quindi occorre meno acqua, se invece forma delle crepe vuol dire che è troppo denso e va allungato con acqua. 
 N.B.: in tutte le tempere contenenti il tuorlo d’uovo il conservante – se alcool puro o grappa – va sempre aggiunto per ultimo, perché a contatto diretto con il tuorlo lo renderebbe inservibili
 

Altri tipi di Tempere

La tempera con latte di fico

Una delle qualità di un artista dev’essere la volontà di sperimentare. Avevo già accennato che il Cennini ci ha tramandato la tecnica della tempera con rosso d’uovo e mozzature di cime di fico. Ebbene se avete sottomano un albero di fico potete provare con soddisfazione questa tempera. Ecco come procedere.

Potete tagliare alcuni ramoscelli verdi con un temperino, senza causare danni irreparabili alla pianta, oppure più facilmente, potete staccare dal ramo le foglie più giovani del fico. Come vedrete fuoriesce subito del liquido bianco alla base del gambo, questo è il famoso latte di fico. Riunite le foglie a mazzetto, ne bastano sette o otto, mettetele poi con il gambo in basso in un vasetto di vetro. Vedrete che le prime gocce di latte di fico coleranno nel fondo del vasetto. Appena siete a casa tagliate i gambi con un paio di forbici in tanti pezzetti e metteteli nello stesso vasetto dove avete fatto colare il liquido. Aggiungete ora due cucchiai e mezzo di acqua demineralizzata o distillata e lasciate a macerare per qualche ora le mozzature. Quindi togliete i pezzetti di gambo con un cucchiaino e aggiungete questo liquido al tuorlo d’uovo, che avrete preparato a parte nel modo già indicato. Per conservare la tempera aggiungete un cucchiaino di aceto o di grappa. Tappate il vasetto con tappo a vite e agitate bene. Lasciate riposare una mezzora e poi temperate i pigmenti con questa emulsione.

Il pregio di questa tempera è che aderisce perfettamente alla superficie da dipingere e vi dà modo di sovrapporre i colori senza pericolo di portare via lo strato sottostante, inoltre mantiene il tono del colore ed ha grande luminosità. Per facilitare maggiormente l’adesività potete passare una mano di fiele di bue sulla superficie già disegnata e fissata, così favorirete ulteriormente l’aderenza e la luminosità degli strati di colore.

Estrazione e conservazione del latte di fico
Si può estrarre e conservare il latte di fico in questa maniera. Si colgono in primavera le giovani foglie dall’albero di fico (da 8 a 10 foglie) si mettono in un recipiente con una soluzione composta da 10 parti d’acqua distillata e una di alcool puro. Si copre il contenitore affinché non vi entrino impurità e si lasciano a macerare le foglie per 5 – 6 giorni. Si produrrà una sorta di fermentazione e il liquido così ottenuto andrà versato, filtrandolo con un pezzo di tela fine, in una bottiglia ben tappata. Per favorire la fluidità del preparato che andrà addizionato al tuorlo, potete aggiungere un cucchiaino di miele. Con questo latte “a lunga conservazione” potremo fare le emulsioni con l’uovo.

La tempera a base di tuorlo e gomma arabica
Non avendo a disposizione un albero di fico cui tagliuzzare le cime per estrarre il famigerato latte di fico – indicato dal Cennini – si può ovviare a questo inconveniente preparando una tempera a base di tuorlo d’uovo e gomma arabica, che ha proprietà simili. E’ una tempera di grande luminosità e trasparenza e la sua preparazione è molto semplice. Comperate della gomma arabica in polvere o in grani da un coloraio, prendetene 30 grammi e fatela sciogliere in due terzi di un bicchiere d’acqua distillata. Appena la gomma si è completamente sciolta – potete scioglierla più facilmente a bagnomaria – versate il liquido filtrandolo con un panno di tela fine in un altro recipiente e lasciatelo freddare. Appena fredda aggiungete la gomma al tuorlo d’uovo, che avrete versato nel vasetto di vetro per le emulsioni, quindi versate un cucchiaino di liquore (grappa, brandy) perché il tutto si conservi. Chiudete bene il recipiente, agitate e fate riposare il preparato alcuni minuti, quindi temperate i pigmenti.

Avete anche un’altra possibilità, potete acquistare la gomma arabica liquida già preparata per la pittura ad acquerello. In questo caso si ottiene una ottima emulsione mescolando al tuorlo d’uovo un cucchiaio di gomma arabica liquida e aggiungendovi un cucchiaio di acqua demineralizzata o distillata e un cucchiaino di grappa.

N.B.:Evitate comunque di mescolare i colori con “gomme arabiche” liquide per uso non pittorico, come quelle che si usano negli uffici, perché sono costituite da resine sintetiche o da gomme di scarsa qualità che produrrebbero gravi danni al vostro lavoro.

Se invece avete la fortuna di avere un giardino o un orto in cui vi siano alberi di ciliegio, pesco, susino, albicocco ecc. potete esercitarvi nel raccogliere la gomma essiccata che trasuda in primavera ed estate dai tronchi di questi alberi da frutto. Questa gomma ha le stesse identiche proprietà della gomma arabica, anzi quella di ciliegio è ritenuta migliore di tutte. La gomma va ripulita dai sedimenti e mantenuta in recipiente ben chiuso. All’occorrenza potete usarla procedendo come indicato per la gomma arabica.
 
Tempera all’albume
L’albume si può utilizzare assoluto, sia per mesticare i pigmenti con cui si ha difficoltà a lavorare in quanto non assorbono l’acqua, sia per dipingere.
L’albume dell’uovo si prepara nel modo seguente. Si rompe l’uovo, questa volta gettando via il tuorlo – o tenendolo, se volete farvi uno zabaione – e versando la chiara in una tazza di ceramica. Si prende un cucchiaio e si batte la chiara energicamente per alcuni minuti, come si fa per fare la frittata. Quindi si lascia l’albume a riposare per almeno una mezzora, indi si toglie la schiuma con il cucchiaio e si utilizza il liquido rimasto per mesticare i colori, che verranno poi mescolati ulteriormente con il medium a base di tuorlo d’uovo.

Se invece si intende dipingere con il solo albume dovete sapere che questo va bene per opere di piccolissime dimensioni, in quanto dà una materia molto più cristallina di quella ottenuta con il tuorlo, facile a screpolarsi e difficile da lavorare. Le sovrapposizioni di colore sono inoltre più faticose, a causa della persistente trasparenza.

Comunque, se volete utilizzarlo per la preparazione di tutti i pigmenti, dovete far riposare il liquido per una notte e usarlo il giorno successivo dopo averlo depurato della schiuma. A questo liquido aggiungerete un cucchiaino di miele o di glicerina e uno di grappa. Troverete alcune ricette per questa tempera più avanti.

Tempere magre e tempere grasse
Nel suo utilissimo “Piccolo trattato di tecnica pittorica” Giorgio De Chirico ha illustrato la differenza tra tempera magra e tempera grassa. La prima è la tempera in cui non compare nessun additivo oleoso, né vernice, la seconda è la tempera alla quale viene addizionato al tuorlo o all’uovo intero un certo quantitativo di olio e a volte di vernice.

Dunque sono da considerarsi tempere magre: le tempere con solo uovo, con latte di fico, con uovo e gomma, e le tempere a colla.
Le tempere grasse – dette anche emulsioni – forse non hanno l’intensità luminosa delle tempere a colla e di quelle a uovo puro o uovo e gomma, ma sono certamente più resistenti delle tempere magre e inoltre cambiano meno di tono dopo verniciate. Esistono in questo campo una varietà infinita di ricette e proprio questa varietà rende simile la pittura a tempera all’arte culinaria. Anche con la pasta infatti si possono fare infinite ricette ma la base – nel  nostro caso l’uovo – rimane sempre la stessa.


L’esperienza sviluppata in anni di lavoro con la tempera, avendo provato ricette di ogni tipo, mi ha comunque portato a scegliere le emulsioni meno complesse. Oltre alle ricette base sopra illustrate, ho ottenuto brillanti risultati anche con le tempere appresso indicate. Le principali qualità di queste tempere risiedono nella facilità di preparazione, nella luminosità, nella resistenza, nel mantenere il tono dopo essere state verniciate.

Ricette per le emulsioni

N.B.:Gli ingredienti di tutte le tempere presentate vanno addizionati seguendo sempre l’ordine di successione.   

(nota 4)  Modo di preparare la trementina di Venezia

La trementina di Venezia è una resina tratta dagli alberi di larice. Il suo uso pittorico è prevalentemente relativo alla preparazione di medium per la pittura ad olio e per le vernici. E’ un liquido molto denso, dal gradevole odore di resina, ma per essere utilizzato ha bisogno di essere reso più fluido. Ecco come si fa. Si prende la boccetta o il barattolo in cui c’è il liquido e lo si mette in una pentola con un quantitativo d’acqua tale da giungere fino ad un terzo della boccetta. Si mette il pentolino sul fuoco con fiamma bassa e si aspetta che l’acqua diventi ben calda. Quando l’acqua è calda potete togliere la boccetta e vedrete che il liquido è divenuto molto più fluido. Prendete un bicchiere, se possibile di metallo,  e versateci un cucchiaio di trementina veneta, poi aggiungete della essenza di trementina di ottima qualità fino a riempire abbastanza il bicchiere. Mettetelo a bagnomaria, come avete fatto per far sciogliere la trementina veneta, e affinché si fondano bene i due elementi mescolateli con un bastoncino. Fate freddare il tutto e poi versatelo in una boccetta o barattolo vuoto e chiudete bene, non troppo forte altrimenti sarà difficile riaprirlo se non lo adoperate frequentemente. Ogni volta che vi servirà, potrete togliere dal barattolo un cucchiaino di questa vernice. Se doveste trovare difficoltà nel riaprire la bottiglia, che non usate da tempo, mettetela a testa in giù in acqua calda, ma non bollente, per uno o due minuti. 
 
Questa emulsione vi da una materia con la quale potete lavorare con sovrapposizioni immediate, senza temere di portare via lo strato sottostante. Potete usare del fiele di bue per migliorare l’adesività e la fluidità, mettendone un cucchiaio nel contenitore dell’acqua con la quale diluite i colori sulla tavolozza. Potete inoltre utilizzare come diluente – in sostituzione dell’acqua – della birra o del vino bianco, meglio se abbastanza alcolico.  

Questa tempera oltre ad essere elastica e tenace, quando la verniciate si scurisce pochissimo ed anzi acquista notevole brillantezza. Contrariamente a quanto dicono alcuni manuali, l’olio di lino cotto, in piccole dosi, come in questa tempera, non scurisce i valori tonali del dipinto, purché sia di buona qualità. Non comperate olio di lino cotto in barattoli di scadente qualità, come quello generalmente usato per lucidare il legno, in quanto contiene seccativi nocivi per i pigmenti.  
  
La verniciatura delle tempere
Le tempere al solo tuorlo, quelle alla gomma, e quelle a colla devono essere sempre ben verniciate. Come avrete potuto verificare, visitando qualche pinacoteca, gran parte dei dipinti dei quattrocentisti sono ben verniciati e generalmente sono giunti a noi in tutto il loro splendore, contrariamente a tanti dipinti ad olio dei periodi successivi, anneriti a causa di imprimiture sbagliate e dall’uso di vernici a base bituminosa.

In ogni caso prima di verniciare una tempera devono passare come minimo sei mesi, meglio ancora se si lascia trascorrere un anno. E’ necessario tutto questo tempo in quanto l’uovo produce una materia che rimane per lungo tempo instabile chimicamente. Le emulsioni molto allungate come quella a base di tuorlo e gomma arabica sciolta in due terzi di un bicchiere d’acqua, possono essere verniciate anche dopo due settimane e ultimate ad olio, dopo aver preventivamente passato sul dipinto una mano di vernice da ritocco allungata con poca essenza di trementina.

 
In linea generale potete procedere in questa maniera. Dopo ultimato il lavoro, tenete i vostri dipinti in un ambiente aerato e privo di umidità e se possibile incorniciateli subito con tanto di vetro protettivo, badando che non sia a contatto con la superficie dipinta. Dopo sei mesi o un anno togliete il dipinto dalla cornice e lo verniciate.

Nei secoli scorsi si usavano vernici grasse a base di olii, escludendo l’essenza di trementina. La vernice più usata era quella a base di Ambra, preparata mescolandola con olio di lino ispessito al sole. Tale vernice è oggi pressoché introvabile, perciò dovrete contentarvi delle vernici attualmente disponibili. Potete usare diverse vernici, ma evitate accuratamente le vernici a base di spirito, ottime per la pittura a gouache, ma non per la tempera all’uovo, in quanto alterano i valori tonali del dipinto rendendo i colori piuttosto crudi. Usate invece della buona vernice dammar, oppure vernice mastice, allungata con dell’ottima essenza di trementina in parti uguali. Volendo potete anche adoperare vernici a base di resine sintetiche, che asciugano subito e non ingialliscono. Di queste si trovano in commercio sia vernici opache che lucide. Se volete potete anche  preparare una vernice opaca a base di cera.

Vernice a base di cera
Mettete in una tazza di metallo o di ceramica una parte di cera d’api pura e una di essenza di trementina (devono avere lo stesso volume). Ponete il tutto in una pentola con acqua e fate riscaldare a fuoco lento a bagnomaria. Mescolate bene con un bastoncino. Quando il composto è ben amalgamato toglietelo dalla pentola e con un pennello largo passatelo delicatamente ancora caldo sul vostro dipinto con pennellate leggere.

I lavori a base di emulsioni possono anche non essere verniciati, in quanto più solidi, in particolare le emulsioni  a base di olio e vernice. In ogni caso un vetro di protezione garantirà loro di restare inalterati nel tempo.

Notazioni tecniche sulla tempera
Pur non volendo approfondire in questa sede gli aspetti attinenti alla tecnica pittorica è comunque opportuno fornire delle indicazioni di merito a quanti sperimentano per la prima volta l’uso della tempera.

La tempera all’uovo richiede molta pazienza ed abilità. La prima difficoltà risiede nella stesura dei diversi strati di colore. In teoria noi possiamo sovrapporre una infinità di strati leggeri di colore l’uno sull’altro. La particolarità che fa della tempera una pittura diversa da quella a olio sta proprio nel fatto che pur adoperando colori con forte potere coprente, possiamo ottenere sovrapposizioni e trasparenze di grande potenza e leggerezza. Ma per sovrapporre le tinte bisogna operare con accortezza in quanto se la pennellata è troppo “ruvida” porta via il colore sottostante. Ogni strato deve essere ben asciutto prima di sovrapporre quello successivo. Possiamo aiutare l’adesività degli strati con l’uso del fiele di bue da addizionare al nostro diluente (acqua, vino, birra).

Per la pittura dei paesaggi è molto indicata la tempera al tuorlo d’uovo e gomma arabica, in quanto ha una luminosità e una trasparenza notevole.
Per la figura si può utilizzare con profitto sia la tempera al solo tuorlo (usata ancora oggi dai pittori di icone), ma anche emulsioni come quella con olio di lino cotto e trementina veneta che consente una lunga lavorazione.

Comunque sia, soltanto sperimentando di persona troverete la tempera che più soddisfa le vostre esigenze. In conclusione possiamo affermare con il De Chirico che la tempera sia essa magra o grassa è senz’altro una pittura più pura della pittura ad olio, così come è superiore alla pittura acrilica, che sebbene trattata con additivi e diluenti non può mai eguagliare le trasparenze e i passaggi di tono che si ottengono con i pigmenti mescolati alle emulsioni a base d’uovo.

Tempere Miste

Infine si può utilizzare con profitto un sistema pittorico misto, ovvero di tempere finite con colori ad olio. In particolare per la pittura di figure, si adatta molto bene una base a tempera (la migliore di quelle all’uovo è  quella con tuorlo d’uovo e gomma arabica), ma altrettanto buone sono le tempere a colla e a farina, che possono essere verniciate con vernice da ritocco subito dopo l’asciugatura, per poi tornare su con i colori ad olio. In questi casi l’abbozzo, molto descrittivo, va fatto con colori terrosi, delineando bene le zone d’ombra e di luce. Si passa quindi come detto una mano di vernice da ritocco Vibert o simile. Appena la vernice da ritocco si è asciugata – è sufficiente una mezzora – si torna su con i colori ad olio, esaltando le trasparenze delle ombre e fondendo i diversi passaggi di tono dei chiaroscuri. Finito il lavoro dopo sei mesi lo si vernicia.
 

Tempere miste
  
Tempere a base di colla

Tempera magra a colla (De Chirico) 
Si temperano i colori con colla animale e poi si usa un diluente così composto:
1 tuorlo d’uovo
2 cucchiaini d’olio di lino crudo
6 -8 cucchiaini d’acqua
1 cucchiaino di aceto
Secondo il De Chirico non può esistere una tempera magra a colla se non per opere piccolissime, per tale motivo occorre un diluente a base d’olio come quello sopra indicato.


Tempera alla farina (Zuccheri)
Si prepara la colla di farina mescolando una parte di farina di frumento o di segale con venti parti d’acqua e mezza di miele. Si mette il preparato sul fuoco, sempre ben mescolando, senza mai giungere a ebollizione. Quando la colla è ben sciolta è pronta per l’uso. Al preparato va aggiunto un cucchiaino di acido fenico come anti muffa (nota 5).

(nota 5) Potete sostituire l’acido fenico con un cucchiaio di alcool puro o con dell’aceto.


Tempere a base di gomma

Tempera alla gomma di ciliegio (De Chirico)
1 tuorlo d’uovo
2 cucchiai di gomma di ciliegio sciolti in 2/3 di un bicchiere d’acqua (nota 6)
1 cucchiaino di vernice mastice (nota 7)
1/2 cucchiaino di glicerina (nota 8)
1 cucchiaino di aceto (nota 9)

Questa tempera è molto luminosa, ma poiché non tutti hanno facilità di trovare la gomma di ciliegio
 
(nota 6) o di altri alberi, questa può essere sostituita con della gomma arabica nelle stesse proporzioni.
(nota 7) se non avete la vernice mastice potete sostituirla con la dammar
(nota 8) la glicerina può essere sostituita con un cucchiaino di miele
(nota 9) l’aceto può essere sostituito con della grappa
 


 
Tempera all’albume d’uovo e gomma arabica ( Zuccheri)
Preparare la chiara sbattendola e dopo averla fatta riposare  aggiungere al liquido, depurato dalla schiuma, un decimo di miele e un decimo d’acqua. Con questo preparato si mesticano i pigmenti e poi si impastano successivamente con una soluzione di gomma arabica (una parte di gomma per 14 d’acqua in cui si sia sciolto un poco di miele). Si aggiunge infine un anti muffa (acido fenico all’1% o altro). Questa tempera non si altera nei toni se verniciata con vernici a spirito, o con vernici a base di essenza di trementina.  


Tempera tuorlo – olio –  gomma arabica
tuorlo d’uovo – una parte
olio di lino – di noce – o di papavero 1 parte
soluzione gomma arabica al 30%  20 parti
Tempera tuorlo e gomma arabica
1 tuorlo
1 cucchiaio di gomma arabica
Si prepara emulsionando il tuorlo con una soluzione di gomma arabica densa come il tuorlo stesso e nella stessa quantità.  Di questa emulsione si fa uno strato su una lastra di vetro o su un piatto e si lascia seccare al sole. Una volta secca la si raschia via e si pone in un contenitore di vetro. Si mantiene inalterata per alcuni anni. Per adoperarla basta prenderne la quantità necessaria e diluirla con dell’acqua calda.


Tempere magre

Tempera al tuorlo e albume  ( Zuccheri)
Si prepara il tuorlo in una tazza sbattendolo con forza e man mano che monta si aggiunge una quantità di olio di lino crudo pari al tuorlo, quindi mezzo guscio d’acqua. Si prepara a parte l’albume sempre sbattendolo bene, si lascia riposare, si toglie la schiuma e si prende il liquido rimasto. A questo si aggiunge un decimo di miele e un decimo di acqua.
Con la chiara si fa l’abbozzo e con il tuorlo si dipingono le parti più scure e opache. Va sempre usata prima la chiara e poi il tuorlo.


Tempera all’albume e aceto (Morgante)
albume
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di aceto
Si batte l’albume con un cucchiaino di zucchero e si fa riposare, si toglie la schiuma e si aggiunge un cucchiaino di aceto.
Tempera tuorlo albume e aceto (Morgante)
1 uovo intero
1 cucchiaio di aceto
1 cucchiaino di miele
Si batte l’uovo intero aggiungendo un cucchiaio di aceto e un cucchiaino di miele.


Tempera tuorlo vino e latte  (Secco Suardo)
2 tuorli d’uovo
1 parte di vino bianco forte e dolce
2 parti di latte magro
Dopo aver preparato l’emulsione l’autore indica di aggiungere qualche goccia di essenza di garofano per mantenere la tempera, in alternativa potete benissimo aggiungere un cucchiaino di grappa come conservante. Questa tempera può essere verniciata dopo un paio di giorni per ultimare il lavoro ad olio.


Tempera con creta bianca e calce spenta
tuorlo d’uovo 1 parte
creta bianca 2 parti
vernice mastice 3 parti
calce spenta 1 parte
latte 5 parti


Tempere grasse   

 Tempera all’olio di lino cotto (De Chirico)
1 tuorlo d’uovo battuto con la chiara
2 cucchiai di olio di lino cotto
1 cucchiaino di trementina veneta
1 cucchiaino di sapone di Marsiglia
1 cucchiaino d’aceto
Questa tempera, molto resistente e che consente una lunga lavorazione, ha come unico difetto quello di scurire un poco dopo qualche ora. Come afferma il De Chirico somiglia più ad una pittura ad olio che ad una tempera. In effetti ho constatato personalmente che si presta magnificamente come base per le pitture da finire ad olio. Si prepara nel modo seguente. Al tuorlo d’uovo (a cui va tolta la pellicola che lo avvolge) si addiziona l’olio di lino cotto, che deve essere di ottima qualità, e si mescola per bene, quindi si aggiunge un cucchiaino di trementina veneta dopo averla resa fluida scaldandola a bagnomaria. Il sapone di Marsiglia, ne basta un cucchiaino scarso, va sciolto in un cucchiaio d’acqua distillata. Gli ingredienti di questa tempera: olio di lino cotto, trementina veneta, sapone, hanno l’inconveniente di  far scurire la tempera. Per tale motivo è bene non esagerare nelle dosi e attenersi a quelle indicate.


Tempera tuorlo – olio – vernice (Bazzi)
2 parti di tuorlo
1 parte di olio di lino crudo
1 parte di vernice dammar
4 parti d’acqua
Tempera  uovo – olio – vernice ( Piva)
2 tuorli d’uovo
1 albume
acqua distillata (pari a un uovo sano)
Stand-oil (pari a mezzo uovo)
vernice mastice o coppale ( pari a mezzo uovo)
Si prepara la prima emulsione mettendo in una tazza i due tuorli e in un’altra l’albume. Si batte bene l’albume, si toglie la schiuma e si versa il liquido rimasto nella tazza con i due tuorli sbattendo bene. A questa prima emulsione si aggiungerà acqua distillata pari al volume di un uovo intero mescolando ancora bene. A parte si prepara una emulsione costituita da Stand-oil,  pari al volume di mezzo guscio d’uovo e di vernice mastice o coppale, sempre pari a mezzo guscio d’uovo. Si versa l’emulsione a base d’uovo in una bottiglietta o altro recipiente di vetro, si aggiunge l’emulsione a base di olio e vernice e un poco di aceto per far mantenere il tutto e si agita bene.


Tempera tuorlo – olio di lino cotto – vernice (Wehlte)
2 parti tuorlo 
1 parte olio di lino cotto
1 parte di vernice dammar
2-4 parti d’acqua
Tempera all’olio di lino ( Hart) 
1 tuorlo d’uovo
10 gocce di olio essenziale di lavanda
olio di lino in dose pari al tuorlo
acqua due volte il volume del tuorlo
Si mescola il tuorlo con l’essenza di lavanda. Come constaterete il rosso a contatto con l’essenza si scolorerà e diverrà più denso. Se dovessero comparire tracce di granulazioni, vuol dire che l’uovo non si è ben amalgamato con la lavanda e quindi va gettata via l’emulsione e fatta da capo. Se non  vi sono tracce di granulazioni potete continuare aggiungendo l’olio di lino e poi l’acqua, sempre mescolando bene. A fine operazione l’emulsione deve avere la consistenza di una gelatina e l’opacità del burro.


Tempera uovo intero olio e vernice  (Doerner)
un uovo intero
olio di lino crudo due terzi dell’uovo
vernice dammar un terzo
acqua un terzo
All’uovo intero sbattuto si aggiunge l’olio di lino in pratica pari a due cucchiai, un cucchiaio di vernice dammar e un cucchiaio d’acqua.


Tempera uovo intero e Stand-oil (Doerner)
un uovo intero
una parte di Stand-oil
due parti d’acqua
All’uovo intero sbattuto si addiziona olio di lino polimerizzato pari ad un guscio d’uovo e acqua pari a due gusci d’uovo


Tempera uovo – olio – vernice (Mayer)
2 parti uovo intero
1 parte olio di lino crudo
1 parte di vernice dammar
4 parti d’acqua



Tempera tuorlo – olio – trementina (Laurie)
1 parte di tuorlo
1 parte di olio di lino crudo
un poco di essenza di trementina


Tempera tuorlo – olio – trementina veneta (Laurie)
1 parte di tuorlo
1 parte di olio di lino crudo
1 parte di trementina veneta


Tempera uovo – olio (Laurie) 
2 parti uovo intero
1 parte olio di lino crudo
3 parti d’acqua
Tempera tuorlo – olio (Laurie) 
2 parti di tuorlo
1 parte di olio di lino crudo
3 parti d’acqua


Tempera dei benedettini di Beuron
uova (tuorli e albumi sbattuti insieme) 50
olio di lino 3/8 di litro
essenza di trementina 1/8 di litro
aceto ½ litro
acqua ½ litro
Nell’acqua calda va sciolta una quantità di sapone nero pari a quella che può contenere un guscio d’uovo. Dopo aver fatto raffreddare l’acqua saponata la si versa nell’emulsione e poi si conserva in bottiglie ben tappate.


Tempera olio di lino cotto – latte – latte di fico
tuorlo d’uovo 1 parte
olio di lino cotto 1 parte
acqua 10 parti
latte 5 parti
latte di fico 1 parte


Tempera tuorlo – Stand-oil – vernice
1 tuorlo
1 cucchiaino di Stand-oil
1 cucchiaino di vernice dammar
acqua distillata


Tempera con olio di lino e vernice copale 
uova 3-4
olio di lino crudo 25 grammi
vernice copale 25 grammi
acqua 150 grammi
essenza di lavanda due tre gocce


Tempera all’olio di lino cotto
4 uova intere
1 cucchiaio di olio di lino cotto
1 cucchiaino di aceto o di grappa
Si battono le quattro uova sempre togliendo prima la pellicola al tuorlo, quindi si aggiunge l’olio di lino e l’aceto. Per renderla più fluida si può aggiungere dell’acqua.


Tempera allo Stand-oil e vernice dammar
uova due parti
acqua quattro parti
Stand-oil una parte
vernice dammar una parte
1 cucchiaino di grappa
Si battono bene le uova con l’acqua e poi a questo liquido di aggiunge l’olio di lino polimerizzato (Stand-oil) e poi la vernice.
 

Conclusioni

Notazioni e ringraziamenti a margine
La pittura a tempera come avrete capito leggendo queste pagine, non è una mera tecnica pittorica, ma è qualcosa di molto più profondo, che abbisogna di grande passione, di pazienza e di umiltà. Di tre doti che non sempre si trovano oggi in tanti sedicenti “artisti”, i quali credono di sapere tutto, ma che poi in realtà non sanno nulla e non saranno mai capaci di tramandare nulla. C’è invece oggi bisogno di riscoprire quello – che nella breve introduzione – ho definito l’alchimista che è in ogni vero artista. Quell’alchimista che dopo anni di lavoro infaticabile e dopo tanti inevitabili errori, scopre la “pietra filosofale”, in questo caso costituita da una particolare emulsione, che modelli i colori secondo il suo obiettivo pittorico.  
A conclusione di questa breve lavoro voglio esprimere la mia riconoscenza a tutti quegli artisti e studiosi che con i loro scritti o manuali di tecnica artistica, mi hanno consentito di affinare la conoscenza della tecnica della tempera, tecnica alla quale spero di aver dato, con il presente lavoro, un modesto contributo alla sua diffusione.
Voglio infine ringraziare Mimmo, della storica coloreria Poggi di Roma, uno dei pochi veri Maestri artigiani, dispensatore di utili consigli e profondo conoscitore di tutti i materiali utilizzati dagli artisti artigiani nel loro lavoro quotidiano.

 
Glossario dei Termini Utilizzati

Acrilico – resina sintetica con la quale si emulsionano i pigmenti per produrre i colori e i medium per tale pittura.
Conservante – è costituito da sostanze come acidi o alcool per prevenire la formazione di colture microbiologiche nelle emulsioni.
Diluente – è il liquido che utilizziamo per rendere più fluida la pennellata. Nel caso della tempera il diluente può essere la semplice acqua oppure la birra, il vino, l’acqua con del fiele di bue.
Emulsione – è un composto formato da elementi che allo stato naturale non sono miscibili, come acqua ed olio. Il tuorlo d’uovo consente di fondere elementi diversi per produrre emulsioni con acqua, oli e vernici.
Encausto – è la tecnica pittorica con cui i pigmenti sono lavorati con una base di cera calda e vernice.
Fissativo – è un prodotto generalmente a base di gomma lacca, usato per evitare la cancellazione dei disegni a matita, carboncino o pastello.
Idrocarburi – composti di idrogeno e carbonio.
Idrosolubile – è un composto che a contatto con l’acqua si scioglie di nuovo.
Imprimitura – è lo strato a base di colla e gesso con cui si prepara la superficie dei supporti pittorici: tavole, tele, cartoni ecc.
Insolubile – è un composto che una volta seccato non può più essere sciolto dall’acqua.
Macinare (i colori) – è la fase con cui il pigmento viene mescolato con acqua per farne colore in pasta. Questa operazione si fa con un pestello piatto su una lastra di vetro. Il pigmento in pasta viene poi conservato dentro contenitori  a chiusura ermetica.
Medium – Si indica nella pittura ad olio come medium un composto di olio e vernice con cui diluire i colori. Ma più in generale il medium è il mezzo per mescolare i pigmenti, nel nostro caso l’uovo è un medium pittorico per la tempera.
Mestica – la preparazione dei colori che avviene mescolando i pigmenti con il liquido utilizzato come legante: colla, gomma, uovo ecc.
Olii essenziali – sono i liquidi con caratteristica oleosa e parzialmente volatile, estratti da alcune piante: lavanda, garofano, alloro, ecc.
Pasta (colore in) – è il prodotto della macinazione (vedi macinare) dei pigmenti. A questa pasta si addiziona il preparato con cui si dipinge a tempera.
Pigmento – è il colore in polvere in forma di piccole particelle separate.
Resina – ci sono resine naturali e resine sintetiche, le prime sono frutto della secrezione naturale di alcune piante.  Le resine sono utilizzate per la fabbricazione di vernici.
Supporto – qualsiasi materiale atto a dipingervi sopra: legno, tela, cartone ecc.
Vernice – può essere costituita da resine naturali (dammar – mastice) oppure di resine sintetiche come quelle acriliche. Con le resine sintetiche si possono produrre vernici ad acqua, con quelle naturali solo vernici diluibili con essenza di trementina o alcool a 95°.
Velatura – è uno strato leggero di colore trasparente passato sopra un altro colore asciutto.

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