Un ventaglio in onore di Luigi Mazzantini

Fonte: dott.ssa Anna Checcoli

Lettore infaticabile, era uomo di grande cultura, e, a detta di quanti lo hanno conosciuto, assai simpatico.

Anna Checoli

Questa monografia prende spunto da un ventaglio della mia collezione, prodotto in onore del grande torero LUIGI MAZZANTINI negli anni intorno al 1890. Un altro esemplare è presente al Museo Nacional des Artes Decoratives di Madrid (V. anche p. 75 – Nancy Armstrong – Fans in Spain – 2004).

Ha pagina doppia in carta stampata. La montatura è in legno color bronzo, le guardie sono modellate ad imitazione del bambù. Il retro è rosso. Sul fronte c’è un medaglione con il ritratto di Luigi Mazzantini; sulla sinistra, il famoso torero nell’arena; sulla destra, lui stesso vicino ad un treno. 

Egli nacque a Pistoia (Toscana) da madre basca. Suo padre si chiamava Giuseppe. Luigi era il cugino della mia bisnonna paterna Iole Mazzantini. Fu battezzato il 10 ottobre 1856 a Elgoìbar, ma sicuramente era nato prima. Lettore infaticabile, era uomo di grande cultura, e, a detta di quanti lo hanno conosciuto, assai simpatico. Studiò a Livorno, Milano e Roma, e nel 1875 si laureò in Arti e Materie Umanistiche. Nel 1870 andò in Spagna al seguito di Amedeo Di Savoia, come segretario particolare di un personaggio della sua corte. Quindi divenne anche funzionario delle Ferrovie del Mezzogiorno. Fu anche cantante di opera, ma con scarso successo, tanto che in una sua famosa battuta egli sostiene che per ottenere fortuna in Spagna bisogna essere tenori o toreri, e che lui, purtroppo, non aveva saputo dare il “do di petto”!

Si consacrò quindi come matador a Siviglia il 13 aprile 1884, ma la conferma ufficiale arrivò a Madrid il 29 maggio dello stesso anno. Nel 1885 andò a Cuba ed in Messico. Nel 1887 trionfò nella Corrida di Beneficenza. Dal 1889, per un paio d’anni, fu sempre considerato il primo torero di Madrid. Fu un grande matador grazie alla sua abilità e prestanza fisica (era alto e ben messo): eccelse sia con la muleta che con le banderillas. Uccise più di 2.700 tori, e arrivò a guadagnare, nel 1890, 6.000 pesetas a corrida. Grazie a lui si deve l’imposizione del sorteggio dei tori, che lui pretese nei suoi contratti, dal 1897. Molto legato a El Puerto de Santa Maria (Cadice), fu promotore turistico del luogo, dove passava gli inverni nel “Recreo de Mazzantini”, una estesa tenuta che ancora esiste. Si dice che fosse innamorato di una piccola gitana, dalla quale ebbe un figlio naturale. Quando si ritirò si dedicò alla politica, essendo stato nominato consigliere comunale di Madrid nel 1906, e successivamente governatore di Guadalajara y Avila. Morì il 23 aprile 1926 a Madrid, coperto di onori e di gloria.

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