Antico armadio da sagrestia

Pubblicazione: 30 novembre, 1999

Notazioni prima del restauro

Si tratta di antico armadio appartenente agli arredi della Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo di Anzola dell’Emilia con la struttura in pioppo e lastronato in noce, databile a fine Seicento. La bella lastronatura ha uno spessore di 1 cm.


Prima del Restauro (nell’immagine di copertina: dopo il restauro)

Nelle vacchette della parrocchia, (sorta di libri contabili)  si legge un probabile riferimento al suo acquisto:

1698: don Michele Serra fece costruire a proprie spese un armadio in noce in due parti nel quale conservare le pianete. Spesi scudi 60.

L’ armadio appare costruito secondo una linea semplice ed essenziale: ha una struttura lineare interrotta solamente dall’ampia cornice della cuspide e dalla spessa modanatura della base.  Due ante, incernierate a due montanti frontali, ne permettono l’apertura e, originariamente, due cassetti a vista occupavano praticamente tutta la fascia inferiore del basamento. L’ armadio, attualmente posto nella sala degli arredi  sopra la Sagrestia, è stato adibito per la conservazione di paramenti sacri di grande valore.

Per questo motivo, internamente l’armadio è provvisto, di una struttura atta a sostenere  le grucce sulle quali venivano appesi appunto tali  paramenti. Ci si è però resi conto che la parte della spalla dei paramenti che fuoriuscivano oltre la lunghezza  della gruccia, si era col tempo logorata. Pertanto si è deciso di conservarli meglio riponendoli  stesi all’interno d ampi cassetti d’ altro mobile liberando così l’armadio. Nell’occasione, si è deciso di restaurarlo  per poi sistemarlo negli ambienti della sagrestia.


Una volta smontato l’armadio ci si è potuti accertare delle parti che lo componevano: Il Basamento, i Fianchi, i Montanti, la Cuspide e la Schiena (composta a sua volta di nove assi poste in verticale)

Descrizione del manufatto

Il Fronte: L armadio è  imponente: alto 300 cm, largo 230 cm e profondo 77 cm. Sulle due ante è presente una cornice  che delimita un ampia  specchiatura per ogni anta.

Pomolo armadio1
Pomolo dell’anta

Per  l’apertura c è un pomolo in bronzo a foggia di testina di fanciullo.

Toppa e tassello di chiusura della toppa originale

Sull’anta di destra a fianco dell’attuale  toppa della chiave, si nota il tassello che chiude la sede di quella originale .

Serratura (in realtà va vista in verticale)

L’ anta di destra è quindi provvista di una serratura ancora integra (ma non originale)  che attraverso l’azione della chiave, va ad agire su due lunghe aste che vanno a fermarsi nelle apposite sedi posizionate sulla  cuspide e sul basamento.

Chiavistello (in realtà va visto in verticale)

Quella di sinistra è provvista di un chiavistello che manualmente va serrato sulla base. Le ante sono articolate  tramite cerniere metalliche inchiodate.

La fascia inferiore era originariamente provvista di due cassetti dei quali rimangono i soli  frontalini in quanto il resto è stato eliminato col probabile scopo di aumentare lo spazio interno dell’armadio evitando così che i paramenti appesi  si andassero ad appoggiare, piegandosi, sul piano posto sopra ai cassetti.

La Cuspide: La Cuspide è provvista di un ampia cornice sporgente della quale , in epoca passata, è stata tagliata tutta la parte laterale sinistra e destra a filo del profilo dei fianchi  col probabile scopo di diminuirne le dimensioni di ingombro per posizionare l’armadio in uno spazio ristretto.

Cuspide, particolare del fronte: si nota la cornice frontale tagliata di netto e sopra una protezione il lamiera zincata per eventuali infiltrazioni d’acqua 

Sul cielo della cuspide è stata appoggiata una lastra metallica (forse zincata) allo scopo di proteggere l’armadio da possibili infiltrazioni d acqua dal tetto. Il fatto che nella sala degli arredi, dove era posto l’armadio, non sarebbe stato necessario tale intervento riduttivo delle dimensioni, si suppone che l’armadio, nella sua storia, sia stato spostato più volte.

Le seguenti foto mostrano i fianchi della cuspide.  Si notano le parti mancanti della cornice che dovranno poi essere ricostruite prendendo a campione quelle esistenti. Sono evidenti anche i tagli netti degli angoli della cornice frontale.

 
 
Cuspide Fianco SX Cuspide Fianco DX

Il Basamento: La base, rifinita nel profilo da una spessa cornice scanalata, poggia provvisoriamente su due grezzi supporti lignei. E probabile che l’armadio, in origine non avesse sostegni (piedi) che lo tenessero in posizione rialzata rispetto al suolo ma poggiasse sull’intero basamento.

Basamento: frontale si nota uno dei cassetti

I due legni sono stati messi allo scopo di evitare che possibili infiltrazioni d acqua potessero rovinare la base che risulta comunque danneggiata dall’umidità. Si nota  anche che la cornice del basamento è stata tagliata a filo del fianco sempre col probabile  scopo di ridurne le dimensioni d ingombro.

Le seguenti foto mostrano le parti laterali del basamento. Si nota che sul fianco sinistro mancano completamente sia  la cornice inferiore che quella superiore. Queste  dovranno poi essere ricostruite prendendo a campione quelle esistenti.  Il lato destro del basamento è invece completo di tutte le cornici.

 
 
Basamento:  fianco SX Basamento: fianco DX

Parte laterale: I fianchi, al primo sopralluogo, non sono ispezionabili in quanto l’uno è accostato alla parete e l’altro ad un altro armadio. Si intravede comunque che sul lato sinistro è mancante, oltre della cornice della cuspide, anche della una modanatura  che, originariamente,  doveva correre sui tre lati al di sopra delle ante. Inoltre sembra siano presenti, sempre sul fianco sinistro,  macchie bianche di  muffa causate  dall’umidità.

Fianchi: In rosso e in giallo sono evidenziate le cornici mancanti.

La foto mostra i due fianchi una volta smontati. Si notano le parti troncate e mancanti di alcuni tenoni. Questi andranno rifatti con tavolette di pioppo inserite in appositi scassi ricavati sull’interno del fianco. Mentre la cornice che forma il riquadro del fianco di sinistra (nella foto) è completa, quella (giallo) corta in basso mancante è stata prelevata come campione. Manca invece completamente (rosso) sul fianco di destra (nella foto).  Inoltre sempre su questo fianco è mancante la cornice lunga sul bordo posteriore.

La schiena: Non ispezionabile al primo sopralluogo (esternamente appoggia al muro mentre all’interno è ricoperta da carta). Dopo lo smontaggio, la schiena si è mostrata composta di nove assi poste in verticale accostate a battuta con incastro a mezzo spessore risultando poi in un discreto stato di conservazione, mancando solo di piccole parti che poi andranno ricostruite, e di altre che sarà sufficiente consolidare.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è armadio_anzola_14.jpg

L’ Interno:  L’ interno,  rileggendo la nota di acquisto indicata nelle “vacchette” potrebbe essere originale in quanto è predisposto per alloggiare la struttura di supporto per i paramenti sacri.

Parte di questa struttura e il resto dell’interno è stato completamente rivestito con carta.

Stato di conservazione: Come risulta dalle osservazioni precedenti, l’armadio è in uno stato di abbandono e di degradato piuttosto avanzato tuttavia nel complesso la struttura sembra ancora sostanzialmente sana.

Dal primo sopralluogo e da quello che si è potuto constatare poi si è evidenziato un attacco Xilofago (tarli) non recente e che ha interessato l’intero manufatto. Per quanto riguarda danni dovuti ad infiltrazioni d acqua, questi si notano nella parte frontale bassa a sinistra e sul basamento. Inoltre uno strato di muffa si intravede anche sul fianco sinistro mentre il  fianco destro non ispezionabile al primo sopralluogo, si è mostrato poi in uno discreto stato di conservazione.

Analisi dei Restauri ed interventi precedenti

Dal primo sopralluogo  e dalle successive osservazioni sono evidenti i seguenti interventi di restauro o modifica:

  • Eliminazione delle cornici laterali della cuspide tramite un taglio netto a filo del fianco che ha interessato anche l’eliminazione delle parti terminali della cornice frontale.
  • Eliminazione della cornice laterale sinistra inferiore del basamento.
  • Eliminazione della cornice laterale sinistra superiore del basamento.
  • I precedenti drastici interventi, volti evidentemente a ridurre le dimensioni di ingombro, potrebbero essere giustificati dalla necessità di posizionare forzatamente  l’armadio in un luogo di dimensioni limitate.Perdita della cornice di specchiatura del fianco sinistro.
  • Perdita della cornice posteriore del fianco sinistro
  • Eliminazione dei cassetti e del loro piano di copertura. Dei cassetti sono rimasti i soli frontalini. Questo intervento, come si è già accennato, potrebbe essere stato motivato dalla necessità di appendere le lunghe vesti e quindi evitarne l’usura in caso queste poggiassero sul piano posto sopra ai cassetti.
  • Probabile modifica della disposizione dell’interno.
  • Le cerniere, la serratura  presenti sono state sostituite in precedenti restauri.
  • Riduzione dell’anta di sinistra con piallatura del fianco del lato apribile.
  • Riduzione o eliminazione totale dei tenoni delle spalle e dei fianchi.
  • Il profilo dell’anta di destra è stato recentemente piallato forse per facilitarne la chiusura.
Progetto di restauro

Il tipo di restauro che verrà effettuato sarà prima di tutto conservativo, poi  integrativo e funzionale. Ovvero sarà un restauro che dovrà prevedere quelle azioni atte alla conservazione, pulizia, disinfestazione e lucidatura delle superfici. Si dovrà prevedere inoltre l’integrazione delle parti mancanti per ridare al manufatto la sua originalità. Infine, verranno introdotte aggiunte funzionali (adeguamento dell’interno) che saranno comunque completamente rimovibili, al fine di rendere il manufatto funzionale alle esigenze attuali senza tuttavia snaturare la sua originalità. Si esclude la ricostruzione dei cassetti poiché si prevede così di utilizzare al meglio lo spazio interno. Nel progetto di restauro si terrà  conto quindi che ogni intervento effettuato dovrà essere reversibile (vedi eccezione nella fase di consolidamento che segue) e dovrà mirare al recupero e salvaguardata dell’originalità dell’opera.

Fasi del Restauro
Smontaggio

Come previsto, dato le dimensioni considerevoli, lo smontaggio dell’armadio non è stato subito semplice.  Si è iniziato con lo smontare la struttura interna. Si è così riscontrato che il legno usato per la costruzione di tale struttura è in olmo e pioppo. Il metodo di fissaggio usato è stato esclusivamente incastri a coda di rondine e chiodi forgiati a mano senza utilizzo di colla.

Anche questo indizio, confermare l’ipotesi della originalità anche dell’interno databile quindi a fine Seicento come peraltro confermato dagli scritti storici rinvenuti negli archivi parrocchiali.

Una volta smontata la struttura interna ci siamo dedicati alle ante accorgendoci che non si potevano sfilarle dai cardini in quanto questi sono interni al profilo della spalla. Sembrerebbe che le cerniere siano state inchiodate all’anta e poi inchiodate sul montante dell’armadio durante la messa in opera.

Abbiamo quindi proseguito con la rimozione della cuspide.  Dopo aver liberato il tetto da un crocefisso in cartapesta (veramente ridotto male)  e dal pannello zincato che, come si è detto era stato messo a protezione, ci si è resi conto del metodo di fissaggio che era stato utilizzato e che ritroveremo poi anche sul basamento. Ogni fianco ha alle estremità due tenoni che fuoriescono di circa 25 cm. I tenoni hanno i profili smussati che vanno ad incastrarsi in un apposito scasso posto sul fianco interno della cuspide ( o del basamento). Pertanto la cuspide si trova ad essere appoggiata sul profilo del perimetro fianchi – schiena – spalle e assicurata a queste  attraverso questi quattro tenoni. 

Siamo passati poi ai fianchi e spalle. Liberate parti delle giunzioni da alcuni righetti di rinforzo inchiodati ci si è resi subito conto della complicazione di non aver potuto togliere le ante: infatti, avevamo fianco-spalla-anta come un pezzo unico, e pertanto la maneggevolezza era ridotta al minimo. Rimuovendo la carta di rivestimento interno, sono venuti alla luce due ganci che assicurano la spalla al proprio fianco. Mentre per il lato destro, una volta sganciata la spalla questa si è potuti rimuovere  agevolmente, per il fianco sinistro, l’operazione è stata più complicata in quanto questo era stato inchiodato alla spalla.

Si è passati a questo punto a smontare la schiena, formata da 9 assi scanalate sui fianchi in modo contrapposto e inchiodate alla cuspide e al basamento. Il fissaggio era poi meglio assicurato da un listello  messo trasversalmente e inchiodato alle assi.

Una volta smontato l’armadio in tutte le sue singole parti, abbiamo individuato uno spazio nel magazzino della  Casa dell’Accoglienza dove  verranno riposte. Da qui sarà poi portata in laboratorio la singola parte che verrà di volta in volta restaurata.

Rimozione della Carta di rivestimento

Ho iniziato a rimuovere la carta di rivestimento. Il lavoro non mostra particolari difficoltà. E sufficiente bagnare la carta per poi rimuoverla agevolmente.

Durante la rimozione della carta dall’asse della schiena, è stato interessante e curioso  scoprire che sotto la carta sull’asse mediana (la quarta) ci sono due scritte contrapposte. Il contenuto sembra essere identico.  E scritto in calligrafia settecentesca.

Sulla stessa tavola  della schiena in  senso opposto è stata rilevata la seguente scritta: “Questa è l’asa che va cavata a voler disfare l’ armario”

Trattamento antitarlo: Il trattamento antitarlo ha avuto il solo scopo preventivo poiché non sono evidenti attacchi recenti di insetti xilofagi. E stato eseguito  con prodotto idoneo applicato abbondantemente tramite pennello.  Non è stato ritenuto necessario  avvolgere in nylon i singoli pezzi poiché l’azione del tarlo non è recente.

Separazione delle ante dai montanti: Si è deciso di separare i montanti dalle ante per permettere una migliore manipolazione delle parti durante il restauro, per questo è stato sufficiente rimuovere i chiodi di fissaggio.

Tracciamento profili cornici: Per fornire all’artigiano le informazioni necessarie alla ricostruzione delle cornici mancanti, sono stati tracciati su compensato i profili.

Sono state riscontrate mancanti le seguenti cornici:

Cuspide: Mancano entrambe le cornici laterali e gli sguanci a 45° di quella frontale. Inoltre è mancante la cornice laterale inferiore sinistra della cuspide.

Fianco sinistro: Manca completamente tutta la modanatura centrale che forma il riquadro.  Inoltre è mancante la cornice posteriore del bordo.

Basamento: Manca la cornice laterale inferiore sinistra del basamento e la cornice laterale superiore.

Le cornici saranno eseguite  da Gianni Brintazzoli 

Esecuzione dei tenoni mancanti

Com è stato descritto in precedenza, i fianchi e le spalle sono fissati alla base e alla cuspide tramite lunghi tenoni che vanno ad incastrarsi in appositi sedi. Sui fianchi i tenoni della base sono larghi circa 10 cm e fuoriescono per circa 25 -30 cm. I tenoni della base hanno uno spessore di 1,5 cm (1/2 spessore del fianco) mentre i tenoni della cuspide hanno uno spessore pieno ( 3 cm). Originariamente questi tenoni sono stati ottenuti direttamente dalle tavole che costituiscono la struttura in pioppo. Poiché sono state tagliate in passato, per ripristinare lo stesso sistema di fissaggio, non rimane che ricostruirli posizionandoli in una nuova sede ricavata forzatamente sull’interni dei fianchi e dei montanti. Ho pensato di usare una tavoletta di 50 cm. dei quali 25 cm sono usati per fissare il tenone al fianco, mentre altri 25 cm formano il tenone vero e proprio. Il bordo del tenone, una volta incollato  nella sede predisposta, andrà smussato a 45° come quello originale.  In ogni modo, in corrispondenza d’ ogni tenone mancante sono presenti le tracce di quello originale, pertanto il posizionamento e le misure dello scasso (larghezza e spessore), saranno facilmente ricavabile..

Metodo usato per la costruzione del telaio dei fianchi. Si nota lo spezzone del tenone che sarà tagliato. La sede, per ospitare il nuovo tenone,sarà intagliata all’interno (traccia rossa).

 
 
Fase di ricostruzione dei tenoniAll’interno del fianco è stata ricavata la sede per ospitare i tenoni
 Tenoni ricostruiti

I tenoni sono stati fissati nella propria sede utilizzando esclusivamente colla garavella. Una volta fatta asciugare la colla, si è proceduto a completare la reintegrazione asportando con la pialla la parte in eccesso e rifinendo con lima e carta vetrata. Con lo stesso sistema sono stati ripristinati i tenoni mancanti dei fianchi e delle spalle.

Restauro Fianco Sinistro

Si è proceduto alla ricostruzione integrale all’incastro posteriore che sostiene la schiena formando la sede in cui verranno inserite le assi laterali

Si nota il listello ad L aggiunto che corre per tutta l’altezza del fianco

Questo listello a L è fissato dietro la cornice posteriore del fianco in battuta con lo spessore del fianco stesso formando così l’incastro entro il quale troverà alloggiamento la tavola estrema della schiena. Il  listello originale era stato tagliato in più parti durante le varie modifiche e spostamenti subiti dall’armadio.

Inoltre, è stata ripristinata una cornice della base del fianco che era staccata, sono state ripristinate le bordature sia di questa che della cornice posteriore, Sono stati applicati i tenoni nelle sedi effettuate in precedenza, sono stati stuccati con stucco classico i fori di sfarfallamento dei tarli e le piccole fessure, infine con sverniciatore è stata pulita tutta la superficie detergendola poi con essenza di trementina addizionata con alcune gocce di olio paglierino.

E stata eseguita la prima  lucidatura a cera utilizzando cera neutra riscaldata e data a pennello. In questo modo, essendo la cera leggermente più diluita del normale, si è assicurata una buona penetrazione nelle fibre che ha avuto lo scopo di nutrire il legno inaridito e sfibrato.

Restauro del fianco destro

Qui di seguito alcune foto mostrano la situazione di degrado del fianco sinistro:

Si nota la sede della cornice che riquadra la specchiatura di tutto il fianco. Si nota la mancanza anche della cornice di bordatura del lato posteriore e il listello ad L spezzato che dovrà essere sostituito.
In questa foto si nota ancora la sede della cornice mancante, inoltre è messa in evidenza parte della lastronatura scollata.

E stata rincollata la lastronatura utilizzando colla caravella. Sono state applicate le cornici della riquadratura centrale e quella posteriore.  Nelle foto che seguono sono mostrate alcune fasi della lavorazione del fianco sinistro, in particolare l applicazione delle cornici e la fase di pulizia superficiale.

La foto mostra le cornici applicate al fianco sinistro: La cornice centrale e quella posteriore. Sotto la cornice posteriore s intravede il listello ad L che è stato ricostruito integralmente .
La foto mostra la fase di pulitura superficiale.
Restauro dei montanti

Si è proceduto alla stuccatura e sverniciatura. È stato riparato un bordo che era profondamente scheggiato tale da non poter essere reintegrato con una stuccatura come invece era stato fatto in precedenti restauri.

Accostando la spalla sinistra col fianco, ci si è accorti che la spalla centralmente è imbarcata. Questo, giustifica la presenza dei chiodi che assicuravano la spalla al fianco. Di certo se ne terrà conto in fase di montaggio.

Si è infine proceduto a tinteggiare le cornici aggiunte con Bicromato di potassio e poi mordente noce. Le superfici esterne sono state trattate con cera d api come prima fase di lucidatura al fine di nutrire il legno.

Restauro del Basamento

La base si presenta in condizioni di degrado sia nella finitura che nella struttura. Infatti sono mancanti le cornici laterali sinistre che andranno reintegrate con cornici nuove (come si è precedentemente visto). Le cornici mancanti furono volutamente rimosse in quanto anche la spizza corrispondente di quella frontale fu tagliata. Inoltre occorrerà sistemare adeguatamente i frontalini dei cassetti, si è scelto di non ricostruire e cassetti. La parte sinistra ha preso molta umidità o acqua, si dovrà cercare di consolidare meglio.

In questa foto si nota il  fronte del basamento con quello che resta dei due cassetti che impegnavano tutta la fascia.

Pulizia sommaria: Si è proceduto quindi con una pulizia dell’interno e dell’esterno, eliminando la polvere e residui di pittura murale che sporcavano alcune parti dei fianchi.

Consolidamento delle Cornici: La cornice frontale sinistra era molto rovinata e indebolita dall’umidità e dall’attacco di insetti silofagi. Ho provveduto pertanto a consolidare con Paraloid B72 e colla caravella diluita (colletta).

Reintegrazione delle cornici di sinistra: Poi si è iniziato il lavoro di reintegro delle cornici. Come si è accennato, sul lato sinistro del basamento mancano entrambi le cornici, quella più spessa inferiore e quella più piccola superiore. Prima di ogni cosa si è cercato di regolarizzare il più possibile la parte frontale che è stata tagliata alla quale si dovrà giuntare la spizza della cornice nuova. 

Si è quindi tagliato la cornice per creare la spizza di quella  inferiore. Poiché questa andrà incollata in legno di testa, che ha poca tenuta, ho inserito una spina da 6 mm al fine di assicurare meglio il fissaggio. Per il fissaggio della cornice inferiore ho utilizzato colla caravella. Per garantire una solida tenuta e reversibilità dell’intervento, ho rinforzato il fissaggio, invece dell’utilizzo di chiodi,  con cavicchi metallici passanti bloccati da un dado. La testa dei cavicchi, l’ ho sagomata in forma rettangolare come chiodi antichi. Le teste dei cavicchi sono state affondate nel legno in corrispondenza di una rientranza della cornice. Il foro andrà poi stuccato. Il foro passante è stato posizionato in modo che internamente al basamento, sia a fianco dello scasso dove andranno inserite i tenoni dei fianchi. Il dado sarà poi nascosto da un listello messo in modo trasversale al tenone del fianco con funzione di fermo.

Questa foto è evidente il precario stato di conservazione. Si notano le sedi delle cornici che sono state eliminate in passato. Inoltre è evidente anche il tentativo di tingere le sedi per uniformarne il colore.
In questa foto si vedono le nuove cornici reintegrate durante il restauro
In questa foto il fianco sinistro del basamento a fine lavoro di restauro. Si riconoscono chiaramente le nuove cornici che è stato necessario ripristinare.

Intervento sulla cornice di destra: La cornice di destra risulta essere deformata e la parte posteriore è staccata muovendosi  verso l’esterno, inoltre  è rotta nella parte posteriore bassa.

Nella foto risulta evidente il distacco della cornice di destra causa deformazione

Ho deciso di rimuoverla completamente per meglio intervenire. Ho reintegrato la parte mancante, poi è stata reicollata con colla caravella e rinforzata con lo stesso metodo dei cavicchi metallici visto per la cornice di sinistra.

La Cornice di destra durante il restauro, si nota il tassello inserito per reintegrare lo spigolo posteriore che era rotto

In questo modo sono riuscito a ridurre notevolmente (ma non ad eliminare) la deformazione posteriore.

Intervento sull’interno: L’ interno presentava una larga fessurazione e altre fessure più ridotte. La fessurazione più vistosa è stata reintegrata con una sfilza in pioppo, quelle più ridotte non sono state reintegrate ma semplicemente stuccate. Sono stati poi fissati i frontalini dei cassetti utilizzando tre assicelle poste verticalmente. Quella centrale bloccava contemporaneamente due lati dei frontalini (quelli interni) e le due laterali, svolgono la duplice funzione di blocco dei frontalini e guide per il tenone delle spalle. Sono stati inoltre reintegrate le guide per i due tenoni dei fianchi. Non è stato fatto alcun intervento sulla parte in corrispondenza dello scrocco della chiusura.

Si è poi eseguita la stuccatura e successiva sverniciatura di tutta la superficie. A questo punto ho tinto la cornice nuova utilizzando bicromato di potassio per patinate e mordente all’acqua per portare a colore. Il risultato di patinatura è stato più che soddisfacente.  Infine, è stata data una prima finitura a cera.

Restauro della Cuspide

La cuspide è in condizioni forse ancora più precarie del basamento. Sono mancanti entrambe le cornici superiori destra e sinistra. E le cornici subito al di sotto di quella superiore e quella inferiore della parte sinistra.

Il piano superiore è da consolidare completamente avendo assorbito nel tempo molta acqua probabilmente filtrata dal soffitto.

Pulizia sommaria: Si è iniziato l’intervento con la solita pulizia sommaria, ovvero si è tolta polvere, residui di vernice ecc. a secco con l’ausilio di spazzole, pennelli e aspirapolvere.

Consolidamento: Si è consolidato il tetto e alcuni frammenti delle cornici nelle parti più indebolite con Paraoid B72 e colla caravella molto diluita (colletta).

Intervento sulle cornici: Sono state montate le cornici mancanti con una certa difficoltà in quanto le assi di supporto utilizzate erano leggermente imbarcate e i tagli della cornice frontale, come al solito non erano perfetti e quindi si è dovuto intervenire per regolarizzarli.

Nella foto si vede la fase di montaggio di una delle cornici della cuspide

Per il montaggio si è lavorato con la cuspide posizionata col tetto verso l’alto (vedi foto seguente). Le cornici sono state fissate con colla garavella e chiodi. Il fissaggio si è poi garantito con zeppe incollate nel retro della cornice.

La cuspide durante la fase di stuccatura

Una volta montate le cornici si è rovesciata la cuspide (vedi foto sopra) e si è continuato l’operazione di perfezionamento dei punti di raccordo tra le nuove e vecchie cornici, la stuccatura, sverniciatura e lucidatura. In questa fase sono stati ricostruiti piccoli frammenti delle cornici che era andati persi, sia per scheggiatura che per indebolimento materico dovuto all’attacco xilofago.

 Intervento sull’interno:  Si è eseguito un azione di pulizia rimuovendo eventuale rimasugli di carta del vecchio rivestimento. E stata poi chiusa una grossa fessurazione inserendo una sfilza di pioppo dello spessore adeguato. Tale fessurazione, è stata dovuta al restringimento delle due assi che costituiscono il tetto e sono calettate attraverso l’uso di spine d unione poste sullo spessore.

Si è poi eseguita la stuccatura e successiva sverniciatura di tutta la superficie. A questo punto ho tinto le cornice nuove utilizzando bicromato di potassio per patinate e mordente all’acqua per portare a colore.  Infine è stata lucidata a cera.

La cuspide a restauro terminato
Il Montaggio

L armadio, come previsto inizialmente, è stato montato nella Sagrestia della Parrocchia. Nella stessa sala sono presenti due Credenze coeve e una più recente, atabile all’inizio Ottocento.

Nella foto si notano le viti che assicurano i montanti ai fianchi. I fori saranno poi stuccati

Per il montaggio è stato necessario intervenire in una squadra di 5 persone.

Sono stati avvitati i montanti  ai fianchi in quanto la deformazione (imbarcamento) di questi non permette un adeguato montaggio limitato alla chiusura dei ganci originali.

Sono poi stati montati due traversi sui quali verrà fissata la schiena ripristinando la tecnica di montaggio originale.

La fase più difficoltosa è stato il montaggio della cuspide soprattutto per il peso e le dimensioni ingombranti da manovrare a oltre 3 metri da terra.  In questa fase è accaduto un piccolo incidente di percorso, infatti scivolando, la cispide ha subito un urto sulla cornice di sinistra che ha provocato il distacco delle viti che fissavano l’asse di sostegno, senza però distaccare le parti incollate.

Una volta montato l’armadio, ho proceduto al restauro della parte incidentata della cornice, ho stuccato i fori delle viti che assicurano i montanti alle spalle, ho rimontato la ferramenta e lucidato nuovamente con cera tutta la superficie esterna.

L’armadio come appare dopo il termine del restauro e del montaggio

L’ interno delle ante, in pioppo che  stato colorato in passato con mordente noce,  è stato nuovamente verniciato con gommalacca dando così una bella patinatura..

L’ interno dell’armadio è stato poi rivestito con carta fissata con puntine metalliche. Si è ritenuto opportuno, non rimontare la struttura di supporto per appendere le pianete, in quanto poco pratica per l’uso che se ne vuole fare. Infatti, per custodire le vesti dei chierici e dei sacerdoti è stato scelto di applicare una semplice asta sostenuta da due supporti laterali avvitati alle ante ed uno centrale di rinforzo avvitato all’asse superiore che costituisce il ripiano. Come operazione finale, si è lucidato tutto l’armadio con cera d’ api disciolta in petrolio dando all’armadio una calda patinatura satinata.

A lavoro finito, l’armadio risalta nella sagrestia con tutta la sua maestosità ed imponenza.  


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