Un Pianoforte da studio

Domanda

Sarei intenzionata ad acquistare (700euro) un pianoforte marcato F.L.NEUMANN. HAMBURG HOFLIEFERANT sul telaio interno riporta il numero 8047; esternamente è in ottime condizioni, mi è stato detto che non è stato accordato da 6 anni. Il piano è per mia figlia di 11 anni che dice che il suono è brutto. E solo l’accordatura?
Grazie per il prezioso lavoro che svolge.

Risposta

Gentile visitatore,
il pianoforte da lai citato è del 1895.
Molto facilmente sarà uno strumento con meccanica cosiddetta “a baionetta”, ormai non più accettabile per le scarse prestazioni che può offrire.

Io ne sconsiglio sempre l’acquisto, anche se regalato. Ai fini dello studio è una spesa inutile.

Su questo sito c è una mia consulenza relativa al complesso argomento inerente il rapporto allievo-strumento. Tema da non sottovalutare affatto se si vuole offrire allo studente (specie se bambino o ragazzo) uno strumento in grado di dare soddisfazioni e risposte adeguate, sia in termini timbrici che meccanici sin dall’inizio.

Studiare pianoforte vuol dire acquisire giornalmente le buone e giuste “abitudini tecniche” che si forgiano inevitabilmente sullo strumento con il quale si ha a che fare. Tra l’altro, su un pianoforte mal regolato si costruiranno errate abitudini, considerate dallo studente come “giuste”.

Il complesso e geniale sistema di leve di un pianoforte nelle condizioni ideali, rende in modo straordinario, strepitoso ( ) tutte le nuances e le centinaia di variazioni di tocco che il pianista trasmette alla meccanica, anche in modo inconsapevole quando è alle prime esperienze.

Statisticamente è provato che se lo strumento non restituisce nulla, o peggio, offre cattiva e disagevole sensazione all’ascolto e al tatto, sarà causa di disaffezione nei confronti dello studio.

Se si offrirà per la prima volta a un bambino un gelato orrendamente amaro si può star certi che non ci sarà una seconda volta (perdonate il paragone..)

Ogni volta le ore di studio saranno percepite come “una brutta esperienza”; tutto il contrario di ciò che deve essere fin dall’inizio; confort meccanico e piacevolezza all’udito.

Sono fortemente contrario all’affermazione che “all’inizio può andar bene qualunque strumento, tanto è un bambino”.

Da tecnico direi che è l’esatto contrario: in giovane età si ha un percezione tattile, fisica e uditiva ai massimi livelli di attenzione.

Si tratterà semplicemente di trovare uno strumento che dia un buon compromesso prezzo/prestazioni.

Cordiali saluti,
Stefano Rogledi

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