Argenti del Settecento

Richiesta

Gentile Signora Loi ho ereditato dai miei genitori cultori di cose antiche vari mobili tra cui tre pezzi in argento. Trattasi di una caffettiera, una ciotola con coperchio e un vassoietto con varie scatolette con un campanello. Mi piacerebbe sapere quanti anni hanno e se fosse possibile il loro valore attuale. Le chiedo aiuto perchè dopo tante ricerche non sono riuscita a trovare nessuna notizia nei siti di argenti antichi.

La saluto cordialmente e la ringrazio in anticipo


Antonella (Torino)

Risposta dell’antiquario

Buona sera Antonella, le faccio subito i complimenti per i suoi argenti: sono molto interessanti.


Fa piacere visionare pezzi del genere!

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I suoi genitori dovevano essere degli intenditori in quanto tutti e tre gli argenti appartengono al periodo che va dalla fine del 700 al 1815. Le foto nitide mi hanno fatto risalire con facilità ai periodi (ho trovato un po’ di difficoltà dove il punzone è consumato).

Dai punzoni ho riscontrato che la caffettiera è piemontese. La sigla G.V. in ovale perlinato è dell’orefice argentiere della zecca di Torino,  Giuseppe Vernoni che aveva anche il diploma di assaggiatore dal 1779 al 1815. Invece il marchio con l’effige di San Carlo Borromeo, simbolo del 2° punzonatore (o controllore alla zecca di Torino) dal 1814 al 1824 è attribuibile a Giuseppe Balbino.
Il punzone del bordo, con lo stemma sabaudo e la sigla D 11 (denari 11) sta invece ad indicare il primo titolo (pari a 916,66% d’argento) in uso nella zecca del Regno di Sardegna dal 9/12/1814 al 12/7/1824, intervallo di tempo questo, che inquadra con precisione la data della caffettiera.

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La ciotola con coperchio è invece una zuccheriera di stile neoclassico con il marchio LC in ovale perlinato. Questo marchio è riferibile, per quanto riguarda l’assaggiatore, a Luigi Cirronis che riceve la nomina in questo incarico il 13 maggio1803.

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La sigla dell’argentiere GM invece è di difficile attribuzione. Dalla mia ricerca degli argentieri operanti in Sardegna (che tra l’altro è la mia regione!) nel primo decennio dell’ ottocento (data questa di realizzazione della zuccheriera) ho riscontrato con queste iniziali solo l’argentiere Giuseppe Agostino Marcialis (ma su questa attribuzione sono cauta).

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Il vassoietto con varie scatolette e il campanello è il pezzo forte! E’ un bellissimo ed importante calamaio sbalzato e cesellato che ho verificato, è sicuramente attribuibile all’orafo Gaspare Ravizza che ha lavorato a Torino dal 1752 al 1786 e aveva come punzone lo Spirito Santo in forma di Colomba. L’altro punzone quasi illegibile perchè appunto consumato lo attribuisco all’assaggiatore sempre di Torino Giacomo Francesco Gattinara.

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Quindi Antonella riepilogando: la caffettiera vale circa 8 mila euro e la possiamo datare 1814/1824; la zuccheriera è del 1800/1810 (noti la presa a forma di ghianda identica alla presa della caffettiera) e vale circa 4/5 mila euro e il calamaio della fine del 700 possiamo valutarlo sui 15 mila euro.


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Spero di esserle stata utile: per qualsiasi altra domanda non esiti a contattarmi! katia loi

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