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Manuale di Pittura: La Decorazione |
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| Scritto da Arte Kiara | ||||||||||||
Pagina 1 di 8 La decorazione nei dipinti Doratura e argentatura Doratura
Ambedue le tecniche erano utilizzate già nel trecento, pertanto non si tratta di una tecnica più moderna dell'altra, ma bensì di una tecnica più economica dell'altra.  Doratura a Missione
Vediamo come si deve procedere: Anticamente prima di incollare la foglia oro si stendeva una pasta di argilla ferrosa, chiamata bolo. Esiste tutt ora in commercio nei seguenti colori: giallo, nero, rosso. Nel caso della doratura a missione è possibile sostituire il bolo con del colore acrilico che imiti la tonalità del vero bolo. Questa preparazione serve da base per dare un colore di fondo alla superficie in modo da far risaltare meglio il colore oro e dargli una tonalità particolare. Anche dopo aver steso il color bolo, vero o imitazione che sia, è sempre meglio dare una scarteggiatina con grana finissima (400). A questo punto si spennella la missione su tutta la superficie da dorare. La doratura a missione si esegue normalmente con l'oro falso (in gergo orone), prima di tutto perché l'oro vero ha caratteristiche tali che vengono esaltate solo con la doratura a guazzo, poi perché trattandosi di una tecnica più economica non sarebbe conveniente utilizzare una materia prima così costosa. Ad ogni modo per i più pignoli è possibile comunque trovare presso i restauratori i fogli di oro zecchino. L' orone si appiccica sull'oggetto da dorare con l'aiuto di un pennello che battutto di punta ci aiuta a spingere la foglia nelle parti più difficili da raggiugere con le dita, poi si spolvera bene il tutto. A questo punto l' oro deve essere fermato, io utilizzo la gommalacca, primo perché anticamente era così che facevano, e secondo perché in effetti non esiste un'altra vernice che riesca a dare un colore così bello e caldo. Una volta asciutta la gommalacca, si può dare a piacere una leggera scarteggiatina con la grana finissima in modo da dare un aspetto consumato e vecchio all'oggetto dorato. Ed è qui che entra in gioco veramente il colore del fondo con cui avete preparato la superficie da dorare. Infatti eseguendo con delicatezza la scarteggiatina, insistendo di più in certi punti e di meno in altri si fa trasparire in modo irregolare il colore del bolo sottostante e si dà così una tonalità particolare all'oro. ÂDoratura a Guazzo
E' ovvio che bisogna scarteggiare accuratamente la superficie prima di iniziare, come già detto nel paragrafo precedente. Il supporto da dorare deve essere preparato esclusivamente con gesso da doratori colla di coniglio e acqua (vedi il metodo classico del manuale per intendersi). Si applica due mani di bolo spento in un pò di acqua di colla (non ho delle misure precise perché faccio le dosi ad occhio) comunque non deve essere troppo magro. Una volta asciutto si inizia la doratura bagnando il bolo con un acqua di colla (colla di pesce) molto debole, l' oro si taglia su di un guanciale di pelle e con un cotone leggermente umido, oppure con una specie di pennello di crine piatto, si prende e si depone senza premere troppo, altrimenti si rompe, sulla parte di bolo unumidito. Dopo circa 24 ore (comunque dipende molto dal tempo asciutto o umido) si passa a brunire l'oggetto, con un brunitoio (è un attrezzo che ha montato in cima ad un manico una pietra di agata ) si inizia a passare la pietra, premendo, su tutta la superficie dorata rendendola liscia e lucente, attenzione non strusciare l'oro con le dita perché c è il rischio di toglierlo. A questo punto si spolvera con un pennello morbido e si fermare l'oro con la gommalacca. Nella trasparenza dell'oro i differenti colori del bolo fanno acquistare un colore diverso all'oro stesso specialmente se un pò consumato.  Argentatura a Mecca
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