31 – Cinque minuti di Antiquariato: gli ebanisti Jacob

Fonte: Sergio Salomone collaboratore esterno della ditta Studio Laboratorio di Antichità s.a.s.

La famiglia Jacob è stata protagonista dell’ebanisteria parigina per tre generazioni.


Il capostipite, George Jacob, nacque a Cheny il 6 luglio 1739. E’ figlio di un produttore di vino e alla morte del padre decide di stabilirsi a Parigi dove lavora presso un maestro ebanista, il grande Louis Delanois, di cui abbiamo parlato nella puntata n. 22. Il 4 settembre 1765 per divenire Maȋtre presenta come capo d’opera, una piccola poltrona in legno dorato. Due anni più tardi sposa, a Parigi, Jeanne Loyer, proveniente da una famiglia di ricamatori; avranno cinque figli di cui i due maggiori, Georges II nato a Parigi nel 1768 e Franҁois nato nel 1770, saranno essi stessi ebanisti.

31 – Cinque minuti di Antiquariato: gli ebanisti Jacob

Molto rapidamente una clientela di rango elevato gli permette di ingrandire gli ateliers e prosperare; produce nello Stile Luigi XVI, mobili per i saloni e le camere da letto e in numero considerevole: sedie e poltrone. E’ fornitore del Palazzo delle Tuileries, di Maria Antonietta e dei Principi, fratelli del Re.

Durante la Rivoluzione è in difficoltà economiche a causa della fuga dei Nobili, suoi debitori, che si eclissano senza pagare. Tenuto conto degli eventi politici in corso, abbandona lo Stile Luigi XVI e trae ispirazione dalla cultura greco-romana, creando nuove forme ed utilizzando quasi esclusivamente l’essenza di mogano. Il pittore David apprezza l’innovazione e diventa suo cliente; produrrà, in collaborazione con colleghi, il mobilio per la Sala della Convenzione. Nel periodo del Terrore, viene condotto per tre volte davanti al Tribunale Rivoluzionario, con l’accusa di aver lavorato per la decaduta dinastia reale e i nobili. Malgrado il dono di 500 calci per fucile e la dichiarata protezione del pittore David, è incarcerato alla Conciergerie e non viene liberato che dopo il 27 luglio 1794.

A 55 anni Georges fa affidamento ai suoi due figli maggiori, Georges II e Francois, per lungo tempo associati ai suoi lavori. Cederà loro la sua impresa che verrà annotata sotto la ragione sociale di “Jacob Frères” nel 1796. Le linee dei loro mobili ricordano ancora per eleganza e decorazione, lo spirito del precedente periodo, mettendo fine alla severità del periodo Direttorio. Sarà a loro che Joséphine Bonaparte ordina mobili per la sua casa parigina. Poco dopo arrederanno il palazzo di Madame Récamier seguendo i progetti dell’architetto Berthault. Il letto di Madame Récamier, custodito al Louvre, utilizza per la prima volta la forma “bateau” e i cigni come motivo decorativo. Arrederanno i palazzi della Malmaison e delle Tuileries. Nel 1801 e 1802 alle esposizioni dei prodotti dell’industria, installate nelle gallerie del Louvre, i fratelli Jacob saranno premiati con medaglia d’oro. Nel 1803 presso il loro atelier lavorano: 322 operai, 11 caposquadra e 9 apprendisti. Franҁois il cui nome completo è Franҁois Honoré Georges Jacob aggiunge al cognome ricevuto dal padre quello di Desmalter, nel ricordo di un territorio dei suoi avi.

Alla morte del fratello maggiore nel 1803, Francois costituisce, assieme al padre, ritornato in affari, la Società “Jacob-Desmalter et C.ie”, che sarà molto attiva durante tutto l’Impero. La società è al suo apogeo e consegue l’invidiato titolo di: “Falegname-Ebanista produttore di mobili e bronzi per le Maestà Imperiali”. Arredano la Corte Imperiale e i palazzi delle grandi famiglie francesi. E’ impossibile citare le centinaia di mobili che producono per le residenze imperiali, sia in Francia: Tuileries, Elysée, Malmaison, Saint-Claud, Compiégne, Fontainebleu, Rambouillet, Trianon, Strasbourg; che all’estero: Palazzina di Caccia di Stupinigi presso Torino, Monte Cavallo a Roma, Laeken nei pressi di Bruxelles.

Ma le difficoltà economiche durante la crisi del 1810, i ritardi nei pagamenti da parte dello Stato e le previsioni troppo ottimiste della società Jacob che aveva voluto evitare licenziamenti, porterà al fallimento decretato il 15 ottobre 1813 con l’apposizione dei sigilli su atelier e appartamento. Georges Jacob padre che si era fatto economicamente garante, è rovinato.


All’età di 74 anni in cattive condizioni di salute si ritira a Chaillot; nel novembre 1813 viene presentato a Napoleone che promette di aiutarlo; ma l’Impero è al suo termine e Georges Jacob muore poco dopo, il 5 luglio 1814.

A Franҁois, riottenuta la fiducia dei creditori, viene concesso un concordato il 18 febbraio 1815 e il Laboratorio Jacob riprende l’attività.

Nel gennaio 1825, Franҁois Honoré Georges Jacob cede l’attività a suo figlio George Alphonse, e si reca in Inghilterra, chiamato dal Re Giorgio IV, per decorare Windsor. Dopo un soggiorno a Roma, ritorna a Parigi dove morirà il 15 agosto 1841 a 71 anni.


Georges Alphonse era stato allievo di suo padre e dell’architetto Percier. Presa in mano l’attività di famiglia, essendosi nel frattempo il mestiere fortemente industrializzato, non riuscì a far fronte alla concorrenza, per cui cederà l’atelier  e si dedicherà fino alla sua morte all’architettura, facilitato dal matrimonio con Hortense Ballu, sorella di Théodore Ballu uno stimato architetto.

Così si spegnerà il 7 giugno 1870, nel periodo del secondo Impero, l’ultimo dei celebri ebanisti che hanno profondamente segnato la storia dell’arte in Francia.

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