21 – Cinque Minuti di ANTIQUARIATO: La Comoda

Fonte: Sergio Salomone collaboratore esterno della ditta Studio Laboratorio di Antichità s.a.s.

La Comoda

Una seggiola “Comoda” o più brevemente “La Comoda”, è un sedile munito di un foro, generalmente circolare, per un utilizzo come toilette. In alcuni casi è l’adattamento di una seggiola, modificata per contenere un vaso da notte.


In tempi antichi questo tipo di mobile è stato anche utilizzato durante il parto, onde facilitare l’eliminazione della placenta per effetto della gravità.

La cronaca alla corte di Luigi XIV, ci parla dettagliatamente del suo uso. Per un periodo il re francese fece uso di questo strumento in pubblico al fine dell’affermazione della Sua potenza; cioè il desiderio di mostrare al Suo ospite la poca considerazione che aveva di Lui. Questa abitudine va avanti almeno fino al 1672, quando Luigi XIV fa allestire uno “stanzino della seggiola” dove possa recarsi in modo solitario all’espletamento dei bisogni.

21 – Cinque Minuti di ANTIQUARIATO: La Comoda

Versailles nell’epoca del Re Sole è dotata di circa 350 sedute per lo scopo di cui stiamo trattando, cifra senza dubbio insufficiente alla moltitudine di cortigiani presenti che spesso defecano dove capita, sia all’esterno che all’interno dell’edificio.

Durante il periodo Medievale, contrariamente a quanto si possa esser portati a pensare, sia in Occidente che in Medio Oriente, la defecazione pubblica era malvista, ci si recava in luoghi riservati e nascosti; l’uso pubblico della “comoda” non è dunque eredità dell’epoca medievale.

La Comoda è innovazione introdotta e diffusa dalla fine del ‘400, in sostituzione delle latrine esterne agli alloggi Da questo periodo e fino alla metà del sec. XVII, questo tipo di seduta è considerata come strumento necessario ma poco elegante. Infatti la si definisce con una serie di eufemismi: in Inghilterra “French Courtesy” (cortesia francese), in Italia “Comoda”, “Sedia d’affari”, “Trono da ritiro”, “Comodità”, “Segreto”, “Sgabello”, oppure in Francia “Chaise necessaire” (sedia indispensabile).

Tutto ciò però con qualche eccezione. Il duca di Vendôme, figlio di Enrico IV, nel tardo Rinascimento, viene descritto come un personaggio sporco e ripugnante, utilizza, senza alcuna vergogna, i suoi modi come segno di distinzione: la Sua insopportabile sporcizia divenne una tale singolarità che si trasformò, almeno queste erano le intenzioni, in grandiosità. Aveva abituato tutti alla Sua “comoda”, sulla quale trascorreva le mattine a ricevere persone di ogni rango sociale, davanti alle quali espletava con naturalezza ciò che tutti noi ben conosciamo. Al termine i servi ritraevano il vaso, lo vuotavano senza lavarlo e dopo averlo riempito d’acqua, procedevano alla rasatura del duca.


L’utilizzo di questa “comodità” che a seconda della situazione patrimoniale e cultura dell’utilizzatore poteva anche essere un semplice vaso da notte da custodire nel comodino o sotto il letto, va avanti, in modo generalizzato per tutto l’800 e oltre, lentamente sostituito dalle prime Sale da Bagno.

Le nostre case si doteranno dei comodi servizi igienici interni, in modo diffuso, solo dopo il secondo dopoguerra.


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