La falsificazione delle opere d’arte

Fonte: Studio Verdi Demma: Tecnologie diagnostico-analitiche e informatiche per l’attribuzione, l’autenticazione e la valutazione economica delle opere d’arte

CONSERVATION SCIENCE IN CULTURAL HERITAGE . Cit. pdf Analytical- diagnostic- and computing technologies


Argomenti del ciclo: Conoscere l’Arte

Il Ciclo completo completo “Conoscere l’Arte“, si compone dei seguenti articoli che verranno pubblicati settimanalmente ogni martedì:
1 – Il patrimonio culturale come capitale economico e sociale
2 – Definire cosa è un’opera d’arte
3 – Comprendere un’opera d’arte
4 – La falsificazione delle opere d’arte 
5 – La riproduzione nell’arte: aspetti normativi
6 – Come riconoscere un falso ovvero una opera “non autentica” 
7 – Le tecnologie diagnostico-analitiche per l’attribuzione 

È comunque indubbio che quanto detto in precedenza risulta strettamente collegato e dipendente dall’accertamento dell’autenticazione o falsificazione dell’opera d’arte, nella specificazione comunque che il prezzo è quello che si paga e il valore è quello che si ottiene.

La falsificazione delle opere costituisce una seria problematica per quanto riguarda il mercato dell’arte: la percentuale di beni non autentici presenti sul mercato è molto alta.

Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (CCTPC) fa presente che in Italia si evidenzia un costante aumento dei sequestri di falsi: 4111 nel 2012 con un incremento dell’1,6% rispetto al 2011. Tale fenomeno riguarda soprattutto l’arte contemporanea data la relativa facilità di riproduzione delle opere contemporanee – in particolare astratte o concettuali – ed il lievitare dei valori di mercato: circa il 75% dei reati d’arte riguardano gli oggetti relativi a tale periodo storico-artistico.

Le autentiche di tali opere e/o la pubblicazione nel catalogo generale dell’artista sono, quindi, fondamentali per il mercato e, in alcuni casi, più importanti delle stesse opere d’arte. È il caso dell’artista Tancredi Parmeggiani, le cui opere astratte sono vendute solo se pubblicate nel catalogo generale.

Tale situazione genera un paradosso: opere effettivamente autentiche, ma non catalogate, sono dunque trattate alla stregua di falsi. D’altra parte sono stati riscontrati falsi in cataloghi generali che, comunque, mantengono il loro valore commerciale. Sono noti i casi di opere, a lungo ritenute autentiche ed esposte in importanti musei, identificate come falsi in tempi successivi.

Si riportano di seguito due recenti esempi: al Victoria Museum di Melbourne, per 67 anni, è stata esposta, come un Van Gogh, l’opera conosciuta come “Testa di uomo”, che nel 2007 si è rivelata in realtà un falso, realizzato da un contemporaneo dell’artista non meglio identificato; tre quadri di Marc Chagall (“Ritratto di donna”, “Famiglia” e “Violinista”), sono stati tolti dall’esposizione al Museo Suntory di Osaka in quanto opere contraffatte.

Si fa presente tuttavia che copisti e falsari esistono da sempre. Tutti i maestri antichi avevano tra i loro allievi dei futuri imitatori. Un noto esempio è quello del Guercino, che dichiarò nei suoi diari di aver posto la firma a quadri eseguiti dalla sua bottega.


Vi furono poi pittori che riproposero le proprie opere a distanza di anni. Giorgio De Chirico, forse il più grande falsificatore di se stesso, vendette nel 1925 al sarto Jacques Doucet, una “replica” del suo dipinto “Piazza d’Italia” realizzato nel 1913. Fra i falsari più conosciuti vi sono senz’altro l’olandese Han Van Meegeren, l’imitatore di Vermeer, e Elmyr De Hory, il grande falsario specializzato in dipinti postimpressionisti.

In tab. 1 si riportano alcuni fra i più famosi falsari della storia che sono stati in grado di produrre opere “nello stile di”, ingannando anche gli esperti più qualificati. Le alte aggiudicazioni d’asta della metà degli anni ottanta del Novecento hanno dato il via ad un mercato più appariscente e redditizio. Ne è un esempio la domanda dei falsi di Van Gogh, che ha avuto un notevole incremento a partire dalla vendita all’asta dei suoi Girasoli (Christie’s, New York) e degli Iris (Sotheby’s, Londra) nel 1987 con quotazioni eccezionali.

A tal riguardo si fa presente che gli artisti più falsificati al mondo sono Monet, Renoir, Sisley, Manet, Modigliani, Picasso, Matisse, Gauguin, Cezanne, Tamara De Lempicka e Klimt, mentre nel mercato italiano,  secondo la“Sezione falsificazione e arte contemporanea” del “Reparto operativo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri”, gli artisti oggetto di falsificazione sono: Matisse, Magritte, Prampolini, Burri, Fontana, De Chirico, Guttuso, Sironi, Rotella, Migneco, Capogrossi, Gentilini e Boccioni. Il commercio dei falsi avviene prevalentemente on line.

alcuni fra i più famosi falsati della storia 1 avd@.jpg
Tab. 1. Alcuni fra i più famosi falsari della storia
alcuni fra i più famosi falsari della storia 2 avd@.jpg
Tab. 1. Alcuni fra i più famosi falsari della storia [segue]
alcuni fra i più famosi falsari della storia 3 avd@.jpg
Tab. 1. Alcuni fra i più famosi falsari della storia [segue]
alcuni dei Famosi falsari 4 avd@.jpg
Tab. 1. Alcuni fra i più famosi falsari della storia [segue]

Testi curati da: Salvatore Lorusso Dipartimento di Beni Culturali  Alma Mater Studiorum Università di Bologna (sede di Ravenna), Italia Vincenzo Barone Scuola Normale Superiore di Pisa, Italia Lucio Colizzi Centro di progettazione, design e tecnologie dei materiali (CETMA), Brindisi, Italia Cosimo Damiano Fonseca Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, Italia.  CONSERVATION SCIENCE IN CULTURAL HERITAGE . Cit. pdf Analytical- diagnostic- and computing  technologies


0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »