Guardare l’Arte: il mare

Fonte: Studio Verdi Demma: Tecnologie diagnostico-analitiche e informatiche per l’attribuzione, l’autenticazione e la valutazione economica delle opere d’arte

L’Arte va letta e interpretata, non sempre ciò che vediamo è quello che realmente è rappresentato. Spesso ha tutto un altro significato.

“Il mare, l’oceano diventano, dal XIX secolo, orizzonti infiniti per il sogno: sulle onde nascono scene di passione e di seduzione, poi banalizzate nel kitsch delle “crociere dell’amore”.

Argomenti del ciclo: Guardare l’Arte

Il Ciclo completo “Guardare l’Arte“, si compone dei seguenti articoli che verranno pubblicati settimanalmente ogni martedì:
1 – Guardare l’Arte: il mare
2 – Guardare l’Arte: il gatto
3 – Guardare l’Arte: il cane
4 – Guardare l’Arte: la rosa
5 – Guardare l’Arte: gli occhi a mandorla
6 – Guardare l’Arte: angeli ribelli
7 – Guardare l’Arte: la noce

“Nonostante la grande tradizione della letteratura e dei miti greci ambientati sulle rive dell’Egeo, il mare è stato a lungo visto luogo ostile, certamente poco propizio per fare da fondale a situazioni amorose.

Durante il Medioevo il mare è il regno del male e del mistero, la distesa infida nella quale si aggira silenzioso e invisibile l’enorme Leviatano: la vicenda di Giona, spesso riprodotta in rilievi e dipinti romanici, è un costante monito sulle insidie del mare, e l’eroica morte dell’Ulisse immaginato da Dante ne offre una epica, grandiosa, ma alla fine drammatica conferma.

Caspar David Friedrich, Sul veliero, 1819 circa, San Pietroburgo, Ermitage.

Il Rinascimento recupera il valore appassionato dell’amore gettato sulle onde del mare: la bellissima Andromeda minacciata dal mostro marino ma liberata da Perseo diventa l’esempio letterario e il modello figurativo di un combattimento vittorioso tra l’uomo e le potenze del mare. Il premio può essere la liberazione di una mitica fanciulla, oppure… la scoperta di un nuovo continente, o l’apertura di una via commerciale al di là del capo di Buona Speranza”.

“Le tele e le sculture di Gauguin inviate in Francia da Tahiti e dalla Polinesia combinano descrizione suggestione: i colori forti e inconsueti della natura, i corpi nudi e bruni degli indigeni, la ricchezza di una vegetazione lussureggiante,
la presenza di inquietanti magie (idoli scolpiti, animali misteriosi, riti magici, evocazioni di spiriti tribali) illustrano uno scenario insolito per gli occhi degli europei”.

“Le forme semplificate, i contorni geometrizzati e sintetici, i forti contrasti chiaroscurali alludono a un mondo semplice e arcano, spogliato da ogni conformismo, carico di sentimenti e di affetti espressi in modo ingenuo, diretto appassionato”.

“Le opere dipinte da Gauguin durante i lunghi anni trascorsi nel Pacifico da un lato immagini di un mondo lontano, dall’altro l’espressione simbolica di una presunta purezza naturale e morale”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »